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15 novembre 2017 ,

Mojis

MIGRATIONS

24 aprile 2017 - Autoproduzione

Avevamo conosciuto Marco Spiezia per i due dischi, un ep e un full lenght, usciti fra il 2013 e il 2015 e registrati in Cornovaglia in compagnia del chitarrista Michael Hatton, adesso si cimenta con un altro progetto, una band di nome Mojis che, dopo diverse esibizioni live, è approdata al primo disco, registrato nello studio I Make Recording di Nocera Inferiore. Oltre al cantante e chitarrista Spiezia fanno parte dei Mojis l'altro chitarrista Francesco Romano, il bassista Stefano Romano e il batterista Ivan Esposito. Il titolo “Migrations” non fa riferimento all'attualità, ma bensì all'esperienza artistica e di vita di Spiezia che è stata divisa fra Galles, Inghilterra e Italia e alle diverse direzioni artistiche che hanno influenzato lui e gli altri musicisti della band. E in effetti l'eclettismo è la cifra stilistica che caratterizza l'album, col rischio di perdersi un po' e di mancare di una sua ben precisa personalità. Canzoni gradevoli, suonate con spirito ribaldo e gioioso come la sferragiante Lady Death o Dog's Teeth, dal ritmo frenetico, o Find The People in cui spicca l'uso dell'hammond. Ma c'è spazio anche per momenti più calmi e intimi come la ballata country I'm With You o per le atmosfere notturne e vagamente inquiete di The Night Is Over. Un'ultima citazione per il reggae di Small Is Beautiful ispirata alle teorie dell'economista E.F.Schumacher. In definitiva un disco piacevole, ma che rischia di scivolar via senza lasciare troppe tracce di sé.

Ignazio Gulotta

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