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2 Dicembre 2025 ,

Tiny Vipers Tormentor

2025 - Autoproduzione
[Uscita: 07/11/2025]

Jesy Fortino incide con il moniker Tiny Vipers da circa 15 anni, al suo attivo solo 4 album ufficiali, l’ultimo “Laughter”, risaliva a ben otto anni fa. In mezzo, altre produzioni uscite nei soliti CD-R che spariscono veloci dalla circolazione. È un'artista dal passato misterioso, nel suo paese viene spesso definita “la leggenda silenziosa di Seattle”. Ha molti punti di contatto con una grandissima come Julia Holter con la quale condivide il gusto per la sperimentazione vocale, cosa che accade in particolar modo con questo nuovo album, “Tormentor”, che è un autentico trip verso lande sconosciute. Il 2025 ci aveva già proposto cose simili, citiamo la straordinaria Lyra Pramuk che con il suo “Hymnal” ci ha regalato uno dei dischi più ambiziosi e riusciti dell’anno. Diciamo che la sua proposta è riservata al pubblico più colto, amante delle cose più underground e di ricerca sonora mentre le sue canzoni parlano spesso di perdita e solitudine. In “Tormentor", presentato con la solita bella e singolare veste grafica, troviamo atmosfere rarefatte, un minimalismo che abbraccia tutte le tracce, tendenzialmente medio-lunghe e dilatate. È un qualcosa che la può avvicinare al Tim Buckley più cerebrale, giusto per trovare un parallelo che meglio spiega il lavoro che sta dietro a questo disco. L’inizio inquietante di Tunnel ci fa subito capire in che territori siamo finiti, mai titolo fu più azzeccato, seguono i 5 minuti di Simulate, un inizio che paga dazio a certi magici chitarristi come Robbie Basho o John Fahey, il tutto inframmezzato dalla delicata voce di Tiny Vipers che appare come per magia. Ascoltate le atmosfere spettrali della title-track, Tormentor, con quella chitarra appena accennata, perfetta per esaltare le corde vocali della ragazza di Seattle. La grande intensità di Rainfall, il pezzo più lungo dei nove presenti, vede un imperioso crescendo chitarristico, del resto lo stile della Fortino è quello d’una virtuosa dello strumento, come i maestri di cui sopra. I rumori di Breakfast irrompono impetuosi, voci che girano al contrario, una traccia cupa e apocalittica, vicino ai Godspeed You! Black Emperor del maestro Efrim Menuck. Pura sperimentazione sonora. Serve proprio un pezzo come American Prayer per rilassarsi un poco, delicato e intimista, con la voce al centro di tutto che sale di tono quasi a gridare una sofferenza interiore. Il tranquillo finale di Aron è una sorta di quiete dopo la tempesta, per un disco che solo gli ascoltatori più attenti non lasceranno passare inosservato. Per ribadire il suo status d’artista di culto e assolutamente indipendente Tiny Vipers ha voluto acquisire i diritti sulle sue pubblicazioni così questo ultimo lavoro uscirà come autoproduzione. “Tormentor”, il classico disco che passerà inosservato, è uscito il 7 Novembre e se date un occhiata nel web difficilmente troverete articoli che lo trattano, quasi fosse riservato a una ristretta cerchia d’ascoltatori. Siamo davvero fortunati a poter godere della proposta d’una musicista come lei.

Voto: 8/10
Ricky Martillos

Audio

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