AetheR III
[Uscita: 22/05/2026]
Nel bel mezzo delle oscurità siderali, al di là dell’orbita di Nettuno, intenti a codificare suoni e messaggi enigmatici ("Trans-Neptunian Objects"). Sono queste le non bene precisate coordinate dove, due anni or sono, avevamo lasciato a trasvolare gli AetheR, valente quartetto meneghino capace di sperimentali proposte imperniate sulla amalgamazione di sonorità jazz, atmosfere psichedeliche, modulazioni prog e sintetica essenzialità ambient. È di questi giorni il loro ritorno sulla scena discografica con l’inedito “III”, progetto in cui vengono riassunte idee ed esperienze sviluppate nel corso delle recenti sessions di studio. Ancora una volta un lavoro corale dove imprescindibile si rivela la registrazione in presa diretta, irrinunciabile escamotage per amplificare la complicità emotiva e l’improvvisazione. Seppur i sei movimenti in scaletta non risultino legati dal classico leitmotiv del concept l’incedere cinematico delle esecuzioni finisce per dispensare l’ennesimo viaggio emozionale senza soluzione di continuità. Ed è la fantascienza, o ancor meglio la narrativa ‘spaziale’ tanto cara ai componenti dell’ensemble ad affiorare nitida nelle due tracce introduttive ed a fare da trait d’union con il lavoro del 2024. I tributi all’algida culla delle grandi comete Oort Cloud e alla sgraziata lirica Vogon (partorita dalla penna di Douglas Adams per la sua celeberrima guida galattica per autostoppisti) appaiono passaggi suggestivi; se la sferica nuvola si veste di rarefatte trame electro all’interno delle quali brillano di luce propria le incursioni al flauto di Rosarita Crisafi, sono gli ‘schizoidi’ declami del carismatico Claudio Milano a colorare le atmosfere fusion della goffa poesia aliena. Otto minuti di sofisticate sovrapposizioni ritmiche caratterizzano la bizzarria psichedelica di “Cinque Teintes, Quatre Cadres” mentre nella discesa onirica La Mèlancolie Du Petit Prince ossessive decorazioni di piano entrano in collisione con moleste interferenze. Panta Rei, dopo un’introduzione dalle svagate tinte jazz apre alle nervose evoluzioni di una sei corde elettrica sprofondando in distorte lande sonore ed anticipando l’epilogo Swerve suite dal inconfondibile retrogusto prog-rock d’annata nella quale a farla da padrone sono metriche irregolari e reiterati ed accattivanti cambi di tempo. Registrato presso ‘Il Guscio Recording Studios’ di Milano, “III” ci regala alcune persuasive cromature della creatività AetheR, combo che risulta trovarsi a perfetto agio anche oltre i confini della prediletta cosmica ‘comfort zone’ sonora. L’inedito accostamento di elementi classici con elettronica, lounge music e rock lisergico, irrinunciabilmente subordinato all’insito mood jazzistico, apre ad inesplorate soluzioni nonché a molteplici variazioni sul tema, alimentando stimoli per originali emozioni in divenire. Puro carburante per l’ambiziosa navicella AetheR.

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