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2 Maggio 2026 ,

Pino Musi / Paolo Spaccamonti Border Soundscapes II

2026 - Die Schachtel
[Uscita: 30/04/2026]

La musica di Paolo Spaccamonti da sempre abita i luoghi governati dall’immaginazione, spalancando dimensioni in cui tutto assume un altro senso o un’altra cifra esistenziale. La capacità del chitarrista-compositore torinese è quella di descrivere semplicemente una realtà tra le tante possibili, filtrata con il chiaroscuro di una poetica personale che procede secondo un metodo di apparente sottrazione e che disvela lentamente lo spessore della propria sostanza concettuale. È l’intero percorso artistico di Spaccamonti a svilupparsi lungo una dialettica con linguaggi diversi che ne hanno ampliato il perimetro della propria scrittura visionaria. "Border Soundscapes II", pubblicata per la Die Schachtel, nasce dall’intuizione di Bruno Stucchi di fare interagire l’arte del fotografo Pino Musi con le musiche di Paolo Spaccamonti in una dinamica di fruizione comparata. "Border Soundscapes II" è un’opera ibrida in quanto concepita come apparato visivo a cui corrisponde un esoscheletro immateriale rappresentato delle musiche di Spaccamonti e Gup Alcaro, artista con una particolare sensibilità per il linguaggio multidisciplinare . Nei suoi scatti Pino Musi cristallizza le geometrie di città in cui l’uomo ha inciso l’alfabeto di una lingua senza fonetica, di una lingua ancora da pronunciare o forse già consumata al punto da essere rimossa dalla memoria. La lente di Musi si muove all’interno di una attitudine alla decostruzione degli spazi e al superamento di ogni significato insito nell'apparente fissità dei luoghi. L’opera come oggetto è composta da una raccolta di 24 scatti stampati e ripiegati, oltreché del vinile. Ecco perché la duplicità ontologica di "Border Soundscapes II" richiama in una certa misura "Glas" di Jacques Derrida, opera in cui il filosofo francese ha immaginato la coesistenza simbiotica di un doppio testo: uno dedicato ad Hegel collocato sul lato sinistro del volume ed un altro nel lato destro a Jean Genet. Da una parte lo spirito, dall’altro la materia. Se si parla di Arte come espressione totalizzante anche "Border Soundscapes II" è costruito sul medesimo inconsapevole percorso di interpretazione della vita e del linguaggio più adatto per esprimerne le sfumature. La porzione concreta dell’opera vive nella musica, entra in essa con una scansione temporale organizzata per dare coerenza ad ogni frame e sovrapporlo al relativo segmento sonoro. Spaccamonti ha scritto una partitura che fa risuonare la porzione visiva, ne traduce e disallinea la concretezza con un suono scavato, soppesato fino allo spasimo, come la sanguigna radice blues che si piega per diventare fibra ambient e raccontare la distopia di un tempo che è già diventato il nostro presente.

Voto: 8/10
Giuseppe Rapisarda

Audio

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