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18 Giugno 2026

Keruak Cosa Resterà Di Me

2026 - Autoproduzione

Citando in maniera netta Carmen Consoli I fiorentini Keruak si definiscono “confusi e (mediamente) felici, che fanno musica per chi ha ancora voglia di ballare”. Si sono formati giusto alle porte con la pandemia nel 2020 e si fecero notare per la prima volta partecipando al Firenze Suona Contest del 2023, un concorso nazionale fra i migliori in Italia aperto a musicisti under 35 e giunto quest’anno alla sesta edizione. In quella kermesse    conquistarono il premio Regione Toscana, un riconoscimento molto ambito vista la folta concorrenza di simili competizioni. In quell’occasione presentarono 4 canzoni che, al di là di un inevitabile inesperienza, presentano già alcune intuizioni che solo in seguito verranno messe a fuoco. Sono Mocking, Good Girl, Deadlier Than Sin e Cemento. Ma si sa, la qualità di una band non si misura certo solo dai 3 minuti di un singolo, pubblicazione tipica in anni di streaming e musica digitale, ma da qualcosa  di più sostanzioso sia questo un album adulto o semplicemente un Ep. È quest’ultimo il caso dei Keruak, che con “Cosa Resterà Di Me” tirano fuori finalmente la testa e reclamano il loro posto nella folta schiera indie della famosa “Generazione Zero”.Il gruppo ruota intorno alla bella voce di Ginevra Marchesi, la chitarra di Andrea Fontanelli, entrambi fiorentini, e la batteria del marchigiano Michele Morganti. Completano il nucleo dei Keruak Davide Bazzo che si unisce al gruppo nei live mentre per la produzione e come fonico c’è Niccolò Fontana. La scelta della band di cantare nella lingua madre è, come molti gruppi simili, vincente, visto che col classico “inglese” è molto facile perdersi nel mare delle mille proposte che stanno mandando in “overload” il panorama musicale. Il disco dei fiorentini, che si presenta con una simpatica copertina “agreste”, presenta 5 tracce di breve durata, cinque canzoni scritte col cuore, che descrivono la difficoltà di trovare un posto dove stare, il problema di ritagliarsi uno spazio vitale quando esigenze sentimentali ma molto più spesso lavorative ti spingono a navigare verso altri lidi. La voce di Ginevra colora e definisce le tracce presenti, sono netti e evidenti i suoi miglioramenti  rispetto a quando l’abbiamo ammirata al Contest Fiorentino. Merito di questo anche una (auto)produzione molto pulita che mette la sua voce in pieno risalto. Ma in generale è l’aspetto compositivo    che ha fatto un bel salto in avanti al punto che a fine ascolto del disco pare lecito reclamare qualche pezzo in più. Non per forza dobbiamo trovare un riferimento quando parliamo di un gruppo emergente, se proprio lo dobbiamo fare scegliamo Emma Nolde, pure lei toscana, artista in grande crescita e dotata di grande talento. La musica dei Keruak è più vicina alla forma pop più che quella indie rock ma questo non è certamente un difetto. Hanno anticipato l’uscita dell’Ep un tris di singoli qui presenti, L’Aria Che Mi Levi, col suo bisogno ineluttabile di fuga, non solo dalla realtà, la claustrofobia (non musicale) di Paranoia per finire con Non Mi Basta, quando infine ci si rende conto che è inevitabile salutare e andarsene. Quest’ultimo concetto è la base di partenza (doppio senso) di Se Vado Via, un titolo che da solo spiega tutto e Passo Veloce da considerare la traccia più ottimista del lotto. Se il buongiorno si vede dal mattino è lecito aspettarsi altre belle cose dai Keruak, noi ci crediamo

Voto: 7.5/10
Ricky Martillos

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