The Citadel Dawns On Mental Highways
[Uscita: 24/04/2026]
Se leggendo questa pagina state dando un'occhiata, incuriositi dalla bella copertina di questo disco, vi diciamo subito che non si tratta affatto d’una ristampa di qualche oscuro gioiello di psychedelia dei '60. Questo è il secondo album dei tedeschi The Citadel, di Erlangen, Baviera, sulla nostra Subsound Records. È un disco che ci riporta indietro nel tempo, quando c’erano i figli dei fiori, le comunità hippie e tutta quella bella stagione in cui si pensava che tutto si poteva fare, tutto era possibile. Sinceramente fa un gran bel piacere ascoltare di nuovo un gruppo che recupera certe sonorità, al pari del terzetto formato da Uni Boys, Sharp Pins e The Lemon Twigs che sta incantando il mondo underground sia pure con sonorità differenti. Sì perché un disco come “Dawns On Mental Highways” sarà suo certamente appannaggio dei soliti incalliti boomer, quelli che ancora comprano e talvolta venerano l’oggetto fisico. L’album dei The Citadel esce infatti in un bellissimo vinile verde acqua, “green smoke” con effetto marmorizzato, una gioia per gli occhi oltre che un invito all’acquisto. L’album pictures sono di Celina Huttner e il design è di Robert Gruss. Anche il recente esordio dei tedeschi, l’egregio “The Foundation Cycle”, aveva una versione in vinile in brillante arancione. Il genere di riferimento del gruppo è la psychedelia dei Sixties, la line up è formata da Gabriel Schmitt, basso, Leonardo Aiello, tastiere, chitarra, backing vocals, Alessandro Rehefeld, batteria, backing vocals e Nounou Frament, chitarra, flauto e synth, backing vocals. Ma uno dei tratti distintivi del gruppo è la bellissima voce di Eva Koch, memore dI certe oscure band del passato. Ci sono venute in mente due formazioni che avevano una front woman ed entrambe olandesi, Jerney Kaagman degli Earth & Fire, band dei primi anni Settanta, da non confondere con quelli funky (!) e i più noti Shocking Blue della magica Mariska Veres. La stessa Koch ha scritto pure le liriche di “Dawns On Mental Highways” che presenta 7 tracce, di base medio lunghe, dove il gruppo può dar libero sfogo a belle fughe strumentali. Il disco è stato prodotto e masterizzato da Johannes Ehrl al Nochtune Studios di Pinzberg. Il soffice opener Lucky Stream ci introduce al magico mondo di The Citadel la voce di Eva risalta in piena luce qui come in Buzzard, che ha degli stop and go di grande efficacia. Wednesday Moan è un autentico gioiellino folk psichedelico di oltre sei minuti, con il flauto in grande evidenza che tinteggia e colora il tutto. Limited Company Hymn, è un altro punto fermo del disco, con la sei corde acida in grande spolvero mentre Mountain Still Ahead è una sorta di liturgia psichedelica. Resta da parlare dei due rimanenti capitoli del disco, e sono 14 minuti totali. Si comincia con la splendida ballad elettrica chiamata 19 dove Eva Koch da il meglio di sé e si finisce con il pezzo più lungo, gli otto minuti abbondanti di Beggin Pleasure. La voce narrante introduce la song, i toni sono inizialmente sommessi, basso e chitarra ben presenti, quasi Jerry Garcia/Grateful Dead, verso metà brano però la band alza i giri del motore, il piano incalzante accompagna la voce poi entrano impetuosi chitarra e organo per una splendida cavalcata che pone fine al disco. Un pezzo bellissimo che immaginiamo allungato a dismisura nelle esibizioni live. “Dawns On Mental Highways” e The Citadel sono davvero una bella realtà e dobbiamo ringraziare la Subsound Records che ha pubblicato il disco portando alla luce una formazione che dimostra ancora una volta che si può comporre bella musica pur strizzando l’occhio al passato

Commenti →