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1 Aprile 2026

Lost Name ILION

2026 - Autoproduzione

Se pensate che i nostri adolescenti ascoltino e propongono solo la triste e monotona trap abbiamo per le mani un gruppo che esula da questa triste deriva. I Lost Name hanno radici a Prato e Pistoia e, fatto ancora più sorprendente, sono giovanissimi e con tanta voglia di emergere dal ricco, e non sempre prolifico, calderone della nostra scena indie o underground se preferite, Suonano già dal 2021(!) e rappresentano quindi un nucleo ben amalgamato e con un discreto background alle spalle. Vale la pena ricordare i loro nomi: Giulia Brini Romagnoli alla voce, Francesco Palombi alla chitarra, Filippo Bogi al basso e Cristiano Sensi alla batteria. Hanno vinto il Campionato Band Emergenti 2022 del Santomato Live Club nella  categoria Under17 e stanno attualmente partecipando al Firenze Suona Contest con ottimo riscontro di pubblico. Dopo 2 singoli, per così dire di riscaldamento, è uscito finalmente il loro primo Ep  “ILION”, sei tracce per circa 20 minuti di musica. Il genere di riferimento del gruppo è l’hard rock classico dei Seventies, niente connessioni col doom né tantomeno con lo stoner, due generi molto in voga per molti gruppi emergenti. La cupa e inquietante copertina rimanda alla classica grafica del black metal del Nord Europa, anche se non rende in pieno giustizia alla proposta del gruppo. La breve title track servita come opener conduce a My Empire, dove troviamo un basso rotolante, riff di chitarra che odora molto di Jimmy Page e la voce di Giulia potente quanto serve. Una cantante giovanissima ma che ascoltata in queste tracce non sfigura affatto a confronto di molte sue colleghe più navigate. Nello stile compositivo del gruppo e nel suo approccio alla materia rock appaiono echi d’un gruppo celebrato come gli Evanescence. Il disco prosegue con Fate Of The Games e What I’m Made For, due belle ballads elettriche che dimostrano che la band sa andare a gas aperto ma pure regalare momenti più distesi e rilassati. La degna conclusione di “ILION” sono i sei minuti della conclusiva Once, titolo forse ispirato dai Metallica (?!?), brano che alterna momenti più riflessivi a un breve assolo dove emerge nuovamente la sei corde di Francesco. I Lost Name sono una bella realtà a dispetto del fatto che stanno muovendo i primi passi, discograficamente parlando. Il futuro è per band come la loro, in tempi di covers e tribute band è merce rara trovare quattro ragazzi che sanno scrivere canzoni originali oltre che suonare altrettanto bene.

Voto: 8/10
Ricky Martillos

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