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28 Maggio 2026

Uni Boys Uni Boys

2026 - Curation Records
[Uscita: 27/03/2026]

Accogliamo con grande entusiasmo questo ritorno a sonorità del passato, in questo caso parliamo del Power Pop, in origine conosciuto nei Seventies grazie a band come i grandi Big Star così come Badfinger e Raspberries. Un percorso poi battuto pure dai Barracudas e dai grandi Game Theory del compianto Scott Miller negli anni Ottanta e più tardi dai Teenage Fanclub. tutti gruppi di grandissimo spessore. I californiani Uni Boys da par loro recuperano quella materia e lo fanno con grande gusto e competenza, come se il tempo per loro non fosse mai passato. Un discorso che avevamo già affrontato parlando di altre band contemporanee come Sharp Pins e The Lemon Twigs, anche loro capaci di appropriarsi del classico jangle sound. Gli Uni Boys non hanno la stessa brillante capacità di scrittura di Kai Slater né tantomeno quella dei fratelli D’Addario ma i loro tre album ufficiali pubblicati dimostrano che sono sulla buona strada. Questo omonimo “Uni Boys” è il terzo capitolo dopo i ragguardevoli “Do It All Next Week” e “Buy This Now!” usciti entrambi nel 2023 per la Curation Records. La formazione a quattro del gruppo è formata da Reza Matin, voce, chitarra, Noah Nash, voce, chitarra, Michael Cipollotti, basso e Artie Fitch, batteria. Il nuovo album dei losangelini non devia affatto dalle sonorità dei due precedenti ma non potrebbe essere diversamente, questi gruppi hanno uno stile ben preciso e poco modificabile e così sta benissimo alla loro fedele bolla di ascoltatori. Qui dentro ci sono dodici brillanti canzoni, piuttosto brevi come il power pop richiede, fra le influenze stavolta mettiamoci pure i Flamin' Groovies. Già dai primi due pezzi, Victim Of Myself e I Don’t Wanna Dream Anymore traspare tanta voglia di divertimento, la doppia voce all’unisono funziona perfettamente così come You'll Curse His Name Again che è puro Beatles sound dei primi Sessanta, Mersey Beat at this best. Parlavamo prima dei fratelli D’Addario ed è bello sapere che le loro voci cristalline colorano ben quattro tracce qui presenti, fra queste spiccano Maybe I’m Wrong e il    “nice pair” di  Look On The Bright Side e Sin Your Life Away, fra Byrds e Barracudas. Matin e Nash si alternano alla voce solista, tutto normale visto che si spartiscono i credits dei vari pezzi, brillanti in tal senso Abra e Genevieve, pura soft psichedelia dei Sixties. Ad essere sinceri in questo disco non si butta via niente e  possiamo quindi incasellare gli Uni Boys fra le realtà più sicure e brillanti di questi ricchi anni venti. Se amate tutta quella bella sfilza di band sopra citate questo è il disco che fa per voi.

Voto: 7.5/10
Ricky Martillos

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