Suzanne Vega – Flying With Angels Tour 2026 25/07/2026, Giardino Scotto. Pisa
Sabato 25 Luglio è andata in scena nel verde della fortezza pisana del Giardino Scotto la quinta e ultima tappa del tour italiano di Suzanne Vega. Superlativamente coadiuvata dall’apprezzato chitarrista Gerry Leonard (al fianco di David Bowie in “Heathen”, “Reality” e “The Next Day”) e da Stephanie Winters, raffinata violoncellista newyorkese, la sessantasettenne cantautrice californiana con “Flying With Angels – Tour 2026” ha coinvolto il numeroso pubblico presente in un suggestivo viaggio sonoro celebrando, con un’ora e mezza di live, oltre quattro decenni di eccellente produzione artistica. Non sorprende che la voce di Suzanne appaia come cristallizzata, teneramente inalterata, ancora la stessa nonostante il tempo inesorabilmente scivolato via. Le note di apertura del classico Marlene On The Wall scandiscono il commovente fermo immagine temporale, una sorta di flashback nei radiosi Ottanta, tempi nei quali i videoclip di MTV (per noi Videomusic) portavano alla ribalta la poesia di questa esile biondina di Santa Monica, degna erede dei mostri sacri del folk-pop statunitense. 1986-2026 nulla sembra essere cambiato.
La scaletta del concerto scivola via senza indugi accarezzando brani decisamente noti come Luka e Tom’s Diner (estratti da quel capolavoro assoluto che rimane “Solitude Standing” del 1987) ed altri come 99.9°F e Rosemary custoditi in album dei quali forse solo gli estimatori storici (non pochi, indubbiamente) hanno conoscenza. La Vega arringa simpaticamente la platea in un italiano ‘comprensibile’ e non mancano incursioni, altrettanto interessanti, nel repertorio più recente; dall’album che dà titolo alla tournée vengono riprese la traccia d’apertura Speakers’Corner e Chambermaid - libero adattamento della dylaniana I Want You - fotogrammi dalla cromia a stelle e strisce, inquietamente sbiaditi. Nel bel mezzo di questo piacevole bailamme dalle tinte folk-acustico, risaltano luminosi gli intensi cinque minuti di The Queen And The Soldier, ballad etichettata ‘tragica’ dalla stessa Vega e l’omaggio al geniale Lou Reed con l’immarcescibile Walk On The Wild Side. E così, solo quando, dopo un paio di poco credibili commiati e con buona parte del pubblico -sino ad allora composto- in piedi sotto il palco, Suzanne depone a terra la sua fedele sei corde acustica dopo aver eseguito In Liverpool, solo allora realizziamo che la magia di questo appassionante concerto sta rapidamente svanendo. Grazie Suzanne, alla prossima. Torna ad emozionarci.
