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28 Settembre 2026 →

Echo & The Bunnymen Apples For Isaac

2026 - BMG
[Uscita: 18/09/2026]

Metti in play “Apples For Isaac”, tredicesimo album in studio degli Echo & The Bunnymen e la prima domanda che ti poni è: “ma chi gliel’ha fatto fare?” Nulla da eccepire sul fatto che i musicisti non sono tutti milionari, devono campare e lo fanno con l’unica cosa che gli riesce bene: suonare e fare dischi. Peccato che questi ultimi non li compra più (quasi) nessuno, fatta eccezione per quella generazione che ha vissuto in diretta la golden age dei 4 coniglietti di Liverpool. Occorre per l’ennesima volta ripetere che quei quattro clamorosi e miracolosi album iniziali costituiscono una sorta di montagna che il gruppo non riuscirà più a superare. Non è più il tempo di hit stellari come The Killing Moon o The Cutter, quella vena creativa si è inaridita da tempo, non solo nel disco di cui vi narriamo in queste righe. La stessa band sembra essersi accorta che ridurre le uscite discografiche è una grande idea, al punto che da “The Fountain” che era uscito nel 2009 ci sono stati solo due album, ma forse un silenzio definitivo sarebbe stata una cosa decisamente più saggia. Della storica formazione degli Eighties sono rimasti solo due componenti, il cantante Ian McCulloch e il chitarrista Will Sergeant. A complicare le cose le voci del web dicono che i due non vanno esattamente d’amore e d’accordo. Il primo firma tutte le canzoni e si sente (!) Perché guarda caso, nel loro periodo migliore, 1980-1984, le tracce erano appannaggio dei quattro componenti del gruppo. La tirannia di McCulloch alla fine ha portato più danni che altro, si è aggiunta poi a peggiorare le cose la tragica morte in un incidente motociclistico del povero batterista Pete De Freitas, avvenuta nel 1989. Famosa una dichiarazione del cantante che suonava così “Gli ultimi tempi dei Bunnymen vedevano un gruppo di persone più interessate a cambiare l'olio alle proprie auto che al rock 'n' roll. La cosa mi faceva incazzare”. Tornando al nuovo disco “Apples For Isaac” ci sono brani d’una bruttezza inenarrabile, cose come la disastrosa Hijacked, The Light That Surround You, Lab Rats Ran e il funky terribile dell’opener Take My Hand. Altrove ci sono tentativi di riallacciare i fili del passato, con I’ll Be Your Sunshine e Brussels Is Haunted, che è forse la cosa migliore del lotto ed è tutto dire. Quando Ian McCulloch passa al comparto “slow” le cose sembrano andare un pò meglio, ma senza esagerare. Accade in An Unstoppable Force e nella finale We Prayed In The Dark, che suona come “preghiamo nell’oscurità”. Ma qui le vere preghiere sono quelle dei loro fan che sperano di non sentire più simili uscite dai loro beniamini, che magari possono dedicarsi alle sole esibizioni live. Che brutta fine hanno fatto gli Echo & the Bunnymen, questo album è una (attesa) delusione totale. In un ideale classifica di fine anno, ma letta al contrario, sarebbe di sicuro sul podio.

Voto: 4.5/10
Ricky Martillos

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