Sleep Hempispheres
[Uscita: 03/09/2026]
Per i tanti adepti al genere Stoner Rock un nuovo album degli Sleep è sempre un avvenimento. Perchè se guardiamo la loro (scarna) discografia è facile accorgersi che è formata da soli cinque album, davvero pochi visto che la band è in circolazione dal lontano 1990. Nel passato un capolavoro come “Holy Mountain” li aveva elevati nei primissimi posti di un eventuale ranking Stoner. Ma non era stato il solo, impossibile tacere riguardo a dischi come “Jerusalem” (1998) e “Dopesmoker” (2003). In questi ultimi due i californiani avevano davvero esagerato visto che fra le varie tracce ne erano presenti un paio dalla durata incredibile, da fare impallidire gruppi storici come Allman Brothers e Grateful Dead. Nel primo dei due dischi la traccia Jerusalem si estendeva per 52 minuti, nell’altro il brano Dopesmoker superava l’ora, ben 63 minuti (!). Nell’era digitale, che prevede un bassissima soglia di attenzione e di ascolto risulta difficile pensare a un nutrito pubblico che può riuscire nell’impresa. Questa cosa sembra però appartenere al passato visto che “Hempispheres”, il loro ultimo lavoro, dura la 'miseria' di 38 minuti, con la traccia più lunga che arriva a undici. Importante sottolineare che della formazione originale è rimasto un solo componente, il leader Al Cisneros mentre il grande chitarrista Matt Pike, fondamentale nelle jam di cui sopra, ha abbandonato il gruppo dopo “The Sciences”, ovvero nel 2018. Non è una perdita da poco ma gli Sleep sembrano sapersela cavare lo stesso non apportando significativi cambiamenti al loro sound, caratteristica tipica di quasi tutte le band stoner rock. La copertina, che come il precedente disco è in tema space, confonde un po' chi non conosce il gruppo, ma messo mano all’ascolto ci si accorge subito che poco è cambiato. Le cose migliori del lotto sono inevitabilmente le tre col minutaggio più alto, la title-track Hempispheres, Have Spacesuite Will Travel e Arrival Of The Industry Ship, dove la band corre a briglia sciolta con i classici tempi rallentati del loro genere di riferimento. Niente di nuovo sotto il sole ad ogni buon conto, per questo possiamo ritenere “Hempispheres” l’anello più debole della catena discografica del gruppo di San Josè, consigliato soltanto ai “die-hard” fans del genere Stoner.

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