Migliora leggibilitàStampa
15 Ottobre 2026 →

A.A. Williams Solstice

2026 - Reigning
[Uscita: 05/06/2026]

La londinese A.A.Williams con “Solstice” arriva al suo quarto album, terzo di inediti, ed alla piena maturazione. Da sempre catalogata nell’oscuro filone dark-folk non ha mai avuto le stesse attenzioni di altre nobili colleghe come Marissa Nadler, Anna Von Hausswolf  e la stessa Chelsea Wolfe, pur avendo un talento compositivo non certo inferiore. Se prendiamo poi    in considerazione anche Jayn H Maiven, in arte Darkher e Emma Ruth Rundle abbiamo per le mani un terzetto di musiciste di tutto rispetto. La Nostra vanta una biografia che da sempre avvolge la sua figura. Gli inizi con le lezioni giovanili al pianoforte e violoncello, poi quella chitarra abbandonata per strada e riportata in vita, perfetta per far emergere un talento già sviluppato in tenera età. Dopo il classico Ep di rodaggio e un esordio già affascinante, “Forever Blue"  (2020), A.A.Williams nel suo secondo album “Songs From Isolation”, il titolo rimanda al periodo della pandemia, si era cimentata con 9 covers di artisti più o meno noti forse nel tentativo di farsi conoscere meglio. Ma è “Solstice” il disco che dovrebbe elevarla allo status di grande artista. La copertina affascina e quantomeno incoraggia a un ascolto che si rivela poi decisamente proficuo. In quest’album, l’inglese smussa in parte gli angoli del più stretto comparto dark/gotico, si allontana a volte da quel filone musicale, al punto che diverse canzoni vengono fuori  pulite se non proprio solari. Canzoni che hanno una lunghezza media quasi sempre superiore ai 4 minuti, al punto che le undici tracce portano a un minutaggio finale vicino all’ora. È impresa ardua separare qualcosa dal complesso generale, tanti sono i pezzi che già a un primo ascolto colpiscono nel segno. La chitarra elettrica fa la sua comparsa in maniera netta nei pezzi a più alto tasso emotivo, tracce non violente ma più muscolose. L’apertura solenne di Poison, una vera dichiarazione d’intenti, Just A Shadow, Wolves e It Won’t Rain Forever, sono tutte magnifiche tracce ad ampio respiro. La solita (prima) Pj Harvey, a comparazione, non appare fuori luogo, anche se qui la melodia è più presente rispetto alla sua nobile collega e l’accostamento con un'altra grandissima come Weyes Blood appare più azzeccato. Altrove i brani più introspettivi si reggono principalmente sul pianoforte, vedi alla voce Outlines, I’ve seen Enough e The Veil. Hold It Together e il finale solenne di The Gentle Harm sono il giusto sigillo a un disco bellissimo, fra le vette dell’anno. Anche se quello di A.A.Williams rimane in fondo un percorso artistico legato all’underground, ci chiediamo quanto dovremo aspettare ancora da pubblico e addetti ai lavori prima che abbia la stima e considerazione che merita.

Voto: 8.5/10
Ricky Martillos

Audio

Inizio pagina