Bambole Di Pezza “5”
Le Bambole Di Pezza arrivano al loro quinto album, “5” appunto, come cinque è il numero delle componenti della band milanese e cinque sono le dita della mano che compongono una canzone. Sono reduci dall’esperienza sanremese che ha loro permesso di arricchire molto il proprio pubblico, cosa strana a ben pensare, visto che sono in circolazione dal lontano 2002. Ma si sa, la cultura rock non è certo il forte del nostro paese. Alla rassegna ligure si sono presentate con Resta Con Me, brano in teoria perfetto per quel palcoscenico, canzone che però ha fatto storcere il naso ad alcuni loro aficionados. C’è da dire che la scarsa competenza della commissione Rai non ha permesso alla band di portare un brano più “cattivo” e travolgente. E quest’ultimo album è lì a dimostrarlo. Il nuovo lavoro è il terzo con la solida line up che ha segnato il loro ritorno sulle scene nel 2021, e comprende la robusta sezione ritmica di Kaj, la batteria di Xina oltre alla voce potente e ben calibrata di Martina Cleo Ungarelli, diventata in breve tempo una celebrità in mezz’Italia. “5” a differenza di “Wanted” dello scorso anno presenta come detto una track list molto più impostata sul pop punk, genere che da sempre costituisce il punto di riferimento della loro proposta. Oltre al super hit Resta Con Me, quasi 8 milioni di ascolti su Spotify (!), sono presenti molte tracce tiratissime e, a modo loro, irresistibili, com refrain che entrano rapidamente in testa. Effetto Collaterale, Orizzonte Verticale, Nuda Ma Alla Moda e Siderale saranno certamente brani molto apprezzati e cantati dalla loro fanbase. Una cosa rara è la presenza d’una sola ballad, ma stupenda, Settembre, che dimostra che Cleo è una della nostre migliori singer in circolazione. Ma in generale il disco scivola via alla grande e certamente avrà un hype elevato vista l’attuale visibilità. Curiosità per la resa live ma da questo punto di vista possiamo stare tranquilli, per esperienza diretta loro non deludono mai. Le Bambole Di Pezza sono una bella e consolidata realtà, una certezza della nostra scena che possiamo continuare a definire indie anche se lo slittamento nell’universo mainstream sembra per loro più vicino che mai.

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