Mandalamarra Graffio Libero
Secondo lavoro, questo "Graffio Libero", per la band laziale Mandalamarra nata dall’incontro fra il cantante chitarrista Stefano Billy Berardi, a cui si devono le musiche, e lo scrittore Domenico Picas Pesci a cui si devono i testi, al disco partecipano Christian Arlechino al violino, Michele Colantuoni al basso e Davide Pezzato alla batteria, mentre una manciata di ospiti partecipa in alcune delle canzoni. La loro musica è un folk rock energico e vitale che sta dalle parti di band come i Modena City Ramblers, non a caso fra gli ospiti c’è Massimo Giuntini ex della band modenese, in cui si mescolano influssi balcanici, irlandesi, reggae, tutto serve a creare un impatto musicale forte, immediato, trascinante che trova nella dimensione live il suo spazio ideale per creare un momento comunitario liberatorio in cui il ballo è sintomo di unione, ribellione, libertà. Ma anche l’ascolto su disco è importante per apprezzare i bei testi di Picas, presenti nell’accuratissimo libretto che accompagna la bella edizione in cd, com’è tradizione dell’etichetta aretina RadiciMusic, testi che vivono di spirito battagliero, si pensi alla quanto mai opportuna in questi tempi bui canzone antimilitarista Disarmo Totale, ma anche riflessivi e malinconici come in Fiume D’Assenzio o capaci di narrare storie emblematiche e toccanti come in San Gasperino. “Graffio Libero” è un album che sprizza sincerità nella sua voglia di comunicare l’insoddisfazione per il presente e la necessità della ribellione, «Tanto è pura insurrezione quanto è vera la canzone / che s’innalza ad ogni cuore così libera non muore. / Tanto è pura insurrezione quanto è chiara la canzone / che s’innalza per volare e risorge per gridare.» questa strofa dell’iniziale Fune Del Rito tratteggia perfettamente l’approccio alla musica dei Mandalamarra. Gli arrangiamenti colgono efficacemente l’intento comunicativo della band mettendo in primo piano il violino scatenato a dettare le danze ed esaltando il senso del ritmo dei musicisti.

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