Hugo Race Fatalists I Made It All Up For You
[Uscita: 20/03/2026]
Nuovo lavoro per Hugo Race che sta vivendo un periodo di intensa e varia attività dal ritorno dei Wreckery, alle collaborazioni con Gianni Maroccolo, Steve Kilbey, Michelangelo Russo, e ora la nuova uscita con i Fatalists, la band italiana con cui è già al sesto lavoro e composta da Giovanni Ferrario, chitarra e synth, Francesco Giampaoli, basso, Diego Sapignoli, batteria. “I Made It All Up For You” è un album dalle atmosfere distese, riflessive, potremmo definirlo cantautorale e riflette le importanti scelte di vita che Race ha appena fatto, come quella di ritirarsi dalla grande città e andare a vivere sulle colline fuori Melbourne, ma anche la scelta dello studio di registrazione nelle languide e rilassate sponde del lago di Massaciuccoli caro a Puccini, denota il bisogno di stare un po’ in disparte da un mondo che appare sempre più pericoloso e impazzito. Nella malinconica ballata di apertura Against The World si canta la forza dell’amore per salvarsi («Io e te contro il mondo. Ti devo tutto, tutta la mia gratitudine»), qui gli archi di Massimiliano Gallo creano la giusta intensità emotiva immergendo la canzone in un’atmosfera sognante e quasi irreale. Questa vena malinconica si conferma nell’intensa Broken Love qui la calda voce baritonale di Hugo Race è affiancata da quella meravigliosa, ammaliante di Jennifer Charles degli Elysian Fields per raccontare il ritorno a casa di un piccolo soldato dal cuore spezzato. Traspare una vena autobiografica anche nella successiva I Tread Softly, ballata in cui i toni oscuri predominano sugli squarci luminosi, ma questi possono redimere chi cammina piano su ossa e polvere se chi ti sta accanto può darti una ragione per andare avanti. Se Born To Fly col suo arioso arpeggio di banjo allenta la tensione, Bad Dreams accentua i toni cupi sottolineati dal drumming marziale di Sapignoli e dal suono inquieto della steel guitar. Con 45 The Shade, il numero fa riferimento al mandato presidenziale di Trump, a parlare sono i potenti che lanciano le loro oscure minacce come un icebreg che si abbatte sull’umanità, Sapignoli conferisce durezza, mentre gli squarci della chitarra di Ferrario rendono il brano minaccioso e tenebroso. Ancora in duo con la Charles nella delicata I Collide, brano scritto con Alannah Hill, segue Open Field inno ai grandi spazi dove correre come cani selvatici, forse solo lontano dalla cosiddetta civiltà si può respirare la libertà sfuggendo al male che ci opprime, si chiude con la psichedelia di The Comet Drops e col country di Dream Country Home. “I Made It All Up For You” ci mostra un Hugo Race in veste più da cantautore che da rocker, ma è la veste giusta per un album in cui, con l’eccezione di 45 The Shade, il musicista australiano pare voglia fare i conti con se stesso in un momento in cui crisi personale e crisi politica e sociale si intersecano e solo l’amore e la comprensione reciproca possono darci un po’ di respiro. Per chi conosce i Fatalists non ci sarebbe bisogno di aggiungere la grande bravura dei musicisti che ormai hanno con Hugo Race un altissimo livello di affiatamento e sintonia maturato anche dai tantissimi concerti insieme.
https://hugorace.bandcamp.com/merch/hugo-race-fatalists-i-made-it-all-up-for-you-cd-

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