Bono / Burattini Ora Sono Un Lago
[Uscita: 06/03/2026]
Ogni lago è lo specchio del cielo, un alveo terrestre in grado di accogliere l’infinito o forse di catturarne i movimenti con la mutevolezza dei suoi colori. E’ la trasformazione il motore delle dinamiche, come se il resoconto di tutti i passaggi della vita fosse scritto sulla superficie instabile dell’acqua che, da un lato accoglie una scrittura invisibile, dall'altro la cancella nello stesso istante. Tre anni dopo il suggestivo “Suono in un Tempo Trasfigurato” si rinnova il sodalizio artistico tra Francesca Bono e Vittoria Burattini con “Ora sono un Lago”, pubblicato per la Maple Death Records e prodotto da Francesco Donadello (Hildur Gudnadottir, Johann Johannsson, Modeselektor & Thom Yorke, David Sylvian, Ben Frost, Nils Frahm). L’album vive nella dimensione sospesa della indecifrabilità di suoni cangianti che si muovono in una dimensione di spiritualità e interconnessione con la Natura cosmica. Se ogni cosa è metafora di mutamento, di composizione e ricomposizione di un nuovo assetto esistenziale, l’elettronica diventa il vettore di un linguaggio totalizzante e cinematico. Nelle dieci tracce dell’album si fa strada un’idea di spazio in cui la materia risuona di vibrazioni che sembrano scaturire dalle terre lontane dell’inconscio seguendo un flusso attraverso cui l’immaginazione si deframmenta per ricomporre forme nuove. L’elaborazione dei synth di Francesca Bono raggiunge uno spessore materico simile a qualcosa che sembra di potere realmente toccare, avvicinandosi alle profondità dei Portishead diluiti in un liquido amniotico kosmische e library music. Il drumming di Vittoria Burattini definisce il corpo di ciascuna traccia, ne modella i chiaroscuri ponendo gli accenti sulle sporgenze emotive e dando senso al costrutto armonico con un apporto che supera il concetto di mera metronomicità. Nella tracklist si alternano momenti di inquietudine trip-hop (vedi Come un Riflesso) a segmenti di assoluta introspezione come in Prove d’esistenza/Il gesto prossima alle scarificazioni sperimentali dei Low, oppure nella ieraticità dell’ambient distopico di Nuda Vela. Volo dell’Angelo ha l’incedere di un progressive attraversato da una luce oscura proiettata su un piano inclinato, mentre In Oltre le Palpebre siamo su un territorio di sonorizzazione pensata per la proiezione di frames sfocati per un fondale onirico. La chiusura è affidata alla magnificenza di Lonely Blue Star, mini suite costituita da due versanti ideali: una sorta di drum'n'bass dalle fibre slabbrate che declina verso un'aurora boreale multiforme in cui il ritmo scende di scansione come un cuore che riprende i suoi battiti dopo una corsa folle. “Ora sono un Lago” è musica che nutre le menti, pone domande senza fornire alcuna risposta, solo un foglio bianco su cui disegnare e lasciarsi andare.

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