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26 Marzo 2026 ,

ELLE Silent Search Of Spring

2026 - Urtovox Rec
[Uscita: 20/03/2026]

ll terzo album dei romani ELLE vede la formazione parzialmente rinnovata con l’ingresso in pianta stabile del batterista Giovanni Lafavia che affianca il cantante e autore di tutti i testi Danilo Ramon Giannini, Marco Calderano alle chitarre e Miriam Fornari ai synth e a dialogare con la sua voce accanto a Giannini. Come dichiara la band: «abbiamo declinato il tutto pensando alla primavera. La primavera come rinascita. Un disco nuovo costituisce sempre una rinascita per il gruppo stesso». Quella degli ELLE è una primavera leggera come i pollini trasportati dal vento, delicata come i germogli che punteggiano i prati, evanescente come la luce rossastra al tramonto, ma è anche metafora di crescita e di possibilità di cambiamento, così nella bellissima e intima title track che chiude l’album, la silenziosa ricerca della primavera è l’invito che l’adulto rivolge all’adolescente che si affaccia al mondo. Il brano forse è il punto più alto e affascinante nella capacità di creare melodie morbide e toccanti grazie all’intreccio delle due voci, che già abbiamo apprezzato nella traccia d’apertura Ravine, breve suite sul tema della guerra con un omaggio finale alla colonna sonora di “Interstellar”, citazione cinematografica di “Profumo Di Donna” anche nel testo dell’elettro-acustica Freedom Symphony, celebrazione dell’amore («ci incontreremo su pavimenti eleganti dove i nostri corpi danzeranno e si ameranno»), e proposito di citazione va detto che il disco si ispira a una frase di Albert Camus: « Ho compreso, infine, che nel bel mezzo dell’inverno… vi era in me un’invincibile estate». E tenendo fede a questa ispirazione i testi in inglese sono in chiaro scuro, sfumati, non nascondono le contraddizioni, le incertezze della realtà e dei sentimenti, suggestioni più che affermazioni, come recitano i versi di Ravine «Don’t think I’m here to explain you how things are so weird» e altrettanto fa la musica intima, riflessiva, delicata, ma anche capace di accendersi elettrica con feedback e distorsioni come accade in Truth o in Meeting Of Skins. Davvero un bel lavoro, curato, raffinato e a tratti spigoloso che sa destreggiarsi fra folk, post rock e slowcore creando un affascinante paesaggio sonoro che non lascia indifferente la nostra sensibilità.

Voto: 7.5/10
Ignazio Gulotta

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