Lili Refrain – Live @ Teatro che non c’è – Empoli 27/03/2026, Teatro che non c'è - Empoli
Una notte in compagnia di Lili Refrain non è e non sarà mai un semplice concerto. È qualcosa che si avvicina di più a un esperienza mistica, qualcosa di surreale e ultraterreno. Come altro definire un'artista che si presenta sul palco in rigoroso abito nera truccata come una sciamana, una sorta di tramite fra il mondo normale e quello soprannaturale. Dopo una carriera artistica che dura da circa 20 anni la performer romana ha raggiunto un livello di perfezione esecutiva che conosce pochi eguali sulla scena mondiale. Non è affatto casuale che calca i palchi di tutt’Europa da vari anni e questo nonostante produca una musica ben lontana dall’essere abbordabile, altro segnale d’apprezzamento del pubblico più attento. Il 27 Marzo è uscito il suo ultimo album “Nagalite”, lavoro bellissimo di cui abbiamo parlato su queste pagine. Come dice Lili questo “è il mio lavoro più introspettivo, una riflessione totale su quello che sta succedendo intorno a noi”. A seguire la sua realizzazione è partito un tour che nuovamente tocca molti paesi al di fuori dall’Italia. Per la data zero, la romana, il cosiddetto “release party”, ha scelto il bellissimo Teatro che non c’è situato nella campagna empolese e qui spendiamo due doverose parole. Si tratta in pratica d’un rarissimo esempio di teatro autocostruito, si deve a Niccolò Bracci, splendida e geniale persona, la realizzazione di un progetto così ardito, un autentico gioiello che è un piacere per gli occhi. Una persona molto creativa visto che è un attore, regista, scenografo e 'last but not least'', falegname. Un complesso il suo che fra le altre cose dispone d’un ottima acustica, punto solitamente dolente di molte strutture nostrane. Non è stata affatto una scelta casuale visto che una parte della registrazione dell’ultimo disco è avvenuta proprio fra quelle mura. Lo show è stato introdotto dalla proiezione dello splendido video di Nagal, in severo e suggestivo bianco e nero, presenti in sala i due partecipanti, Rachele Fabozzo e Leonardo Salani che insieme a Lili hanno reso magico il tutto. Poco dopo le 22 Lili Refrain ha fatto la sua comparsa in sala, un simpatico saluto agli spettatori presenti per poi iniziare la sua performance. Ha preso rapidamente posto dietro al solito muro di Loop Station, ognuna delle quali ripete uno strumento in modo perfetto, synth, percussioni, fra le quali una drum machine, e una chitarra che si sovrappongono creando un gorgo sonoro continuo, sorta di eco che rende suggestivo il tutto. Ci viene in mente che spesso diciamo che quando un musicista si presenta da solo, spesso con un solo strumento, la noia è dietro l’angolo a meno di non chiamarsi Bob Dylan o Neil Young. O Lili Refrain, aggiungiamo con molti buoni motivi. L’inizio è stato da brividi, un medley di brani precedenti a “Nagalite” che ha sfiorato la mezz’ora, un flusso inarrestabile che pareva non terminare mai. Il pubblico intanto assisteva come ipnotizzato. Dopo una breve pausa per dialogare un po' con i presenti lo show è entrato ancora più nel vivo con l’esecuzione integrale del suo capolavoro “Nagalite”. Exuvia, Nagal, Coil e Lithos hanno di nuovo preso vita con diverse e affascinanti sfumature, come un soundtrack immaginario. Una peculiarità e pregio dell’esecuzione live di Lili Refrain è che le sue composizioni assumono sapori e sfumature differenti rispetto a quelle ascoltate su disco. Fa da sé che i pezzi assumano minutaggi “importanti” e scivolano via come lunghi excursus musicali facendo sì che in questa magica notte abbiamo ascoltato pezzi oscillanti fra i 15 e i 20 minuti di durata, Il tutto è avvenuto percuotendo pelli in maniera rituale, con passaggi evocativi di synth che rimandano fortemente ai gloriosi corrieri cosmici teutonici, Tangerine Dream su tutti, e un uso della chitarra che denota le sue radici primordiali di musicista metal o hard rock in senso generale. La chitarra è lo strumento che la stessa Lili definisce il suo preferito o principale, anche se nei suoi dischi non è così presente come nelle performance live, altro punto forte che arricchisce ancora di più il suo percorso creativo. Frequenti, suggestivi e perfettamente calibrati i break chitarristici che senza pudore possiamo definire psichedelici. In tutto questo la voce assume un ruolo fondamentale, usata come strumento più che per decantare versi, praticamente assenti nella sua proposta.
E se volete a tutti i costi delle coordinate diciamo la svedese Anna Von Hausswolff e per quelle meno recenti la divina Lisa Gerrard. Vale la pena ammirare la modestia della romana quando ammette che la cantora dei Dead Can Dance è una che definisce “inarrivabile” per i suoi mezzi vocali, La performance empolese si è chiusa con l’esecuzione di Earthling, la traccia finale di "Mana" (2022). Anche se la mezzanotte era scoccata da qualche minuto questo non ha impedito a Lili Refrain, persona stupenda, simpatica e molto disponibile, di restare sul palco a condividere parole ed emozioni con gli spettatori, nessuno dei quali aveva abbandonato il proprio posto. Del resto la musica della romana non è propriamente di facile lettura e la curiosità dei presenti era pienamente giustificata. Ci preme per l’ennesima volta sottolineare, fra i ringraziamenti finali, oltre a quelli per i suoi più stretti collaboratori, per l’etichetta romana Subsound Records, sua fedele compagna da oltre 10 anni. Spesso andiamo a cercare fuori dai nostri confini artisti improponibili per puro gusto esterofilo quando invece abbiamo in casa artisti bravissimi e meravigliosi come Lili Refrain. La notte al Teatro che non c’è è una di quelle da ricordare a lungo, il sottoscritto ha una lunghissima serie di concerti alle spalle ma pochissime volte si è reso partecipe di qualcosa di così magico e incantato.
