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9 Febbraio 2026 ,

Yamila Noor

2026 - Umor-Rex
[Uscita: 05/02/2026]

Yamila Rios è nata a Granada ma ha trovato il suo ambito ideale fra Madrid e Bruxelles. Questo suo nuovo lavoro “Noor”, che esce per per l’etichetta messicana Umor Rex, è il terzo d’un processo musicale in costante evoluzione. I precedenti album di Yamila, “Iras Fajro” e “Visions” erano pieni d’interessanti intuizioni e non sono certo passati inosservati al pubblico più attento. Con quest’ultimo episodio però sembra aver fatto lo step decisivo verso una maturità compositiva che eravamo certi sarebbe sbocciata. Per una migliore comprensione del suo progetto è importante sottolineare che la spagnola oltre che produttrice è una bravissima violoncellista. Viene da studi classici, in più ha studiato psicologia applicata alla musica in un Conservatorio d’Olanda, una lezione che le è servita per migliorare e ampliare il suo progetto. Aggiungiamo a questo una voce che raramente viene usata in modo tradizionale ma spesso è usata come strumento aggiuntivo e partiture elettroniche che rendono più ricco lo spettro musicale. La sua città nativa, Granada, è stata l’ultima roccaforte musulmana in Spagna e rimane un gioiello di architettura araba, basta pensare all’Alhambra, una vera città murata, fra i siti più belli e importanti dell’Andalusia tutta. La parola Noor in arabo significa Luce Divina, quella che Yamila prova a descrivere con la sua musica. La spagnola ama sentirsi a suo agio in uno spazio rurale, grande aiuto in questo le viene dalla sua permanenza in una comunità ecologista. In questi solchi si respira un'aria di grande bellezza, una grande mano la forniscono gli archi degli Echo Collective che arricchiscono quasi tutte le tracce presenti, donando un'aria soave e pastorale a “Noor”. L’andalusa si rifà ad antichi riti ancestrali, un suono che talvolta è solo un respiro, come un refolo di vento in una giornata di quiete. Come scritto nelle note della sua label “In “Noor” Yamila canta ai viventi: una preghiera per fertilizzare la terra e restituirle il respiro, una coreografia d’aria, emozione e risonanza”. L’apertura del disco con Embrasser Un Arbre (baciare un albero), è un brano di grande fascino dove la voce appare come aggiuntiva al fluire armonico degli archi. Il viaggio prosegue fra le spire di Ascension, uno strumentale di cinque minuti dove dominano le elettroniche, una soundtrack ideale per qualche oscura pellicola di culto. Il terzetto di brani che seguono sono serviti come apripista al disco, in Sin Desarraigo (senza sdradicamento) la voce rimane sottotraccia, sorta di nenia pastorale su ritmi tribali, qualcosa di simile alla nostra Lili Refrain, altra magnifica musicista. Lo Animal è un brano solo apparentemente cupo, molto è dovuto gli archi che inizialmente frenetici rallentano nel finale, mentre Prado è solo una dolce litania agreste. Luces Robóticas è il pezzo più sperimentale del lotto, dove voce ed elettronica si fondono nuovamente e ci conduce alle tre composizioni finali. I cinque minuti d’estasi bucolica di If You, le voci sognanti di Diamonds e la conclusiva Vida sono il degno corollario ad uno dei lavori più affascinanti dall’inizio dell’anno. Un disco che pone inevitabilmente Yamila fra le artiste di culto, “Noor” infatti non appare certo lavoro per tutti i palati, volare con la fantasia è come guardare stupiti e rapiti un dipinto preraffaellita. Se avete gusto per la bellezza e un animo nobile    avvicinatevi al disco e lasciatevi avvolgere dalle sue spire magiche.

Voto: 8/10
Ricky Martillos

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