Migliora leggibilitàStampa
2 Febbraio 2026

Messa -Live @ Locomotiv Club – Bologna 30/01/2026, Locomotiv Club - Bologna


Il detto “l’erba del vicino è sempre più verde” si adatta perfettamente al pensiero medio dell’ascoltatore/appassionato di Musica Rock Italiano. È sempre ben radicata la tendenza a ritenere che le cose che vengono fuori dai patri confini siano sempre più interessanti. I veneti Messa sono uno dei migliori esempi dell’altissimo livello raggiunto dalla nostra scena underground. Lo show della band veneta era al solito Locomotiv Club di Bologna, una delle venue italiane più apprezzate in virtù d’una programmazione che estrae il meglio dell’attuale scena sotterranea e non solo. Basti solo pensare che in questi due mesi del 2026 ha già fatto registrare tre sold out con Messa appunto, Anna Von Hausswolf e Dream Syndicate. Tutta merce di prima scelta. Il concerto vedeva ben due gruppi in apertura, Entropia, sul versante metal e Horror Vacui, con un post-punk di chiara matrice Eighties. La cosa bella del Locomotiv è che qui, al contrario di molti rock club, viene sempre rispettato l’orario d’inizio dello spettacolo, con precisione svizzera. Anche ieri notte, alle 21,50 previste, i Messa hanno fatto la loro comparsa sul palco bolognese accolti da sincere grida di approvazione del foltissimo pubblico presente. A questo proposito va sottolineata l’età media dei presenti, per una volta molto bassa, come dire che c’è speranza di avere nuove generazioni che non ascoltano solo monnezza come la trap. A mio parere trovo ingiusto classificare i veneti con la semplice denominazione di doom band, li trovo molto di più  vicini all’hard rock underground dei Settanta, formazioni come Dark, Horse e Wicked Lady.

Hanno una sezione granitica formata da Marco Zanin, basso, Rocco Toaldo batteria, Alberto Piccolo chitarra e l’affascinante lead singer Sara Bianchin, ieri in una elegante mise black, una presenza magnetica a centro palco. Una figura che si adatta perfettamente al potente sound del gruppo, con miracoli vocali per sovrastare la tempesta elettrica sprigionata dai Messa. Gran parte della setlist era inevitabilmente incentrata sull’ultimo album, “The Spin”, uno dei dischi migliori dell’anno passato, e non mi riferisco solo alle produzioni italiane. Pezzi che dal vivo rendono benissimo, come il tris d’apertura affidato a meraviglie come Fire On The Roof, At Races e The Dress. Quest’ultima in particolare è stata resa con una potenza e precisione anche superiore alla versione in studio. Accolta da boati d’approvazione la vecchia, si fa per dire, Rubedo, estratta da “Close” (2022), altro pezzo di grande bellezza ed eseguito con grande maestri.

E qui si apre una parentesi chiamata Alberto Piccolo. Un vero virtuoso della sei corde, se fosse un chitarrista anglosassone sicuramente riceverebbe elogi sperticati, vista la tecnica mostruosa e la capacità di virare il sound dei Messa verso lidi musicali che esulano dal solito doom che ha fatto la fortuna dei Black Sabbath e di tutte quella band che hanno rincorso quel suono. I suoi break chitarristici sono sempre precisi e calibrati, mai fini a sé stessi e come stile può rimandare al Jimmy Page di Dazed And Confused. Proseguendo nel racconto, un altro grande momento è stata l’esecuzione della lunga Thicker Blood, che Sara ha candidamente ammesso di avere come canzone del cuore. La stessa frontwoman sul finale del pezzo ha abbandonato temporaneamente il palco visto che a seguire era previsto il solito intermezzo chitarristico di Alberto, sfociato poi in Pilgrim, di nuovo da “Close”. A riscaldare un ambiente già di per sé ribollente ha contribuito una Dark Horse sopra le righe. Come quiete dopo la tempesta elettrica c’è voluta Immolation, “il nostro tentativo di scrivere una ballata, come ha ammesso Sara con il sorriso sulle labbra. Ha chiuso i giochi Reveal subito prima dell’obbligatorio encore di Void Meridian e Leah. Una sottolineatura, solo undici pezzi ma una durata totale di 90 minuti di show, come a dimostrare la capacità del gruppo di ampliare e arricchire le cose di studio con versioni sempre più ricche e potenti. Molto apprezzabile la capacità e la gentilezza dei Messa nell’interazione col pubblico, a fine concerto si sono gentilmente concessi due parole con molti dei loro aficionados. Altra considerazione:lo abbiamo già scritto ma vale la pena ribadirlo il fatto che una grande formazione come i Messa non goda della stessa stima e notorietà delle corrispondenti formazioni straniere. Un giorno forse apriremo gli occhi e ci renderemo conto che il sole splende anche sulla nostra penisola.

 

Track-List:

Fire On The Roof

At Races

The Dress

Rubedo

Thicker Blood

Guitar Solo/Pilgrim

Dark Horse

Immolation

Reveal

Encore:

Void Meridian

Ricky Martillos
Inizio pagina