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2 Febbraio 2026 ,

Marta Del Grandi Dream Life

2026 - Fire Records
[Uscita: 30/01/2026]

È un gennaio decisamente ricco questo 2026 targato italiano, abbiamo all’attivo già ottimi album come quello degli Zu e delle due bravissime soliste Kaery Ann e Julinko. A quest’ultime si affianca adesso la milanese, di Abbiategrasso, Marta Del Grandi, giunta con questo “Dream Life” al suo terzo capitolo. “Until We Fossilize” del 2021 già aveva fatto intravedere una capacità di scrittura non comune, facilitato poi da una splendida voce con evidenti derive jazz, materia studiata al conservatorio d’Italia e Belgio e con la materia elettronica gestita perfettamente. Ma è il seguente “Selva” a porre all’attenzione generale il nome di Marta Del Grandi. Un disco splendido, fra le cose miglior ascoltate nel 2024, suo anno d’uscita, fra l’altro nelle tracce live una bella versione di Hotel Supramonte del grande Fabrizio De Andrè dimostrava una volta per tutte la bravura della milanese. Il terzo album era atteso per confermare le tante belle cose ascoltate nei dischi precedenti e possiamo già affermare che ancora una volta il risultato premia il lavoro di Marta. Lei lo definisce “un disco più fotografico, ricco di dettagli, che parla della triste realtà del presente”. Occorrono tre quattro ascolti per prendere confidenza col disco, aperto da You Could Perhaps, dove la voce delicata apre le danze, song molto intrigante, i fiati alla fine appaiono ben calibrati, seguita poi dalla solare title track. Antartctica è un discorso a parte, con trame che sono una sorta di perfetto incrocio fra Laurie Anderson e i Talking Heads. 20 Days Of Summer è aperto da elettroniche pulsanti, a memoria ci ha ricordato le cose migliori di quell’altra bravissima musicista che è Giulia Sarno alias UnePassante. Shoe Shaped Cloud e Alpha Centauri, no i Tangerine Dream non c’entrano proprio, sono canzoni perfette, di grande impatto, se diciamo pop song non pensiamo di fare un torto a questa brava musicista. Neon Lights è fra le tracce più atipiche e bizzarre del disco, qui le affinità, non sappiamo quanto volute, con la scuola di Canterbury appaiono evidenti, pensate a quelle meraviglie a nome Hatfield & the North per avere le coordinate giuste. Gold Mine è un breve intermezzo sperimentale ma è la seguente Some Days, brano inciso nel lontano 2015, una delle tracce più affascinanti, con l’apporto vocale della belga Fenne Kuppens dei Whispering Sons. E sempre belga è il suo produttore Bert Vliegen. La chiusura dei giochi è infine affidata  all’ennesima delizia chiamata Oh My Father. Non appare cosa facile catalogare, brutto termine, la musica di Marta Del Grandi, in un determinato comparto, sicuramente questo “Dream Life” appare in tutto e per tutto un album che strizza più l’occhio alle produzioni anglosassoni che a quelle di casa nostra, non solo per l’uso della lingua inglese, fra l’altro con un pronuncia davvero encomiabile. La stessa milanese ha candidamente ammesso che le piacerebbe incidere il disco anche nella lingua madre, per una migliore comprensione dei testi, non secondari in questo suo ultimo lavoro. Ha studiato jazz al Conservatorio, Italia e Belgio, così spiegati    versante vocale, difficile non coglierne le indubbie sfumature. Il disco esce per la solita Fire Records, etichetta inglese e si allinea alle migliori produzioni italiane di cui sopra e che hanno reso bello e interessante il nostro panorama musicale.

Voto: 8/10
Ricky Martillos

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