Klippa Kloppa Bijoux
[Uscita: 05/12/2025]
Sono passati ben sei anni da “Liberty”, disco che segnò il ritorno dei casertani Klippa Kloppa alla Snowdonia Dischi di Cinzia La Fauci e Alberto Scotti, l’etichetta ideale per una band che unisce attitudine sperimentale, gusto pop nella costruzione di intriganti melodie e profonda conoscenza della cultura musicale pop di casa nostra, il loro percorso artistico libero e creativo, alieno dal mainstream e, purtroppo, anche dal successo commerciale li accomuna agli altri musicisti dell’etichetta a partire dai Maisie, band della casa, a cui li accomuna anche una certa giocosità infantile nell’approccio alla forma canzone. Vede la luce, adesso, per la meritoria e succitata etichetta, "Bijoux". I testi, che nell’economia del disco hanno un grande rilievo, sono di Mariella Capobianco la cui voce è al centro del progetto e si alterna con quella di Mariano Calazzo anche alla chitarra, accanto a loro Nicola Mazzocca, voce, chitarre, tastiere, elettronica, basso, Marco Di Gennaro chitarre, Simone Caputo tastiere e Stefano Costanzo batteria e percussioni. Indubbiamente caratteristica della band è lo stile vocale declamatorio della Capobianco che ben si adatta, valorizzando le immagini e le sensazioni evocate da ogni singolo verso, a uno stile di scrittura i cui versi non compongono tanto una struttura narrativa, quanto un tipo di comunicazione affidata all’accostamento dei singoli versi fra loro. Uno stile che adotta anche Mariano Calazzo, ma con un canto più etereo e non privo di momenti di lirismo, senza per questo intaccare l’unicità e la coerenza di un disco che è davvero opera di un collettivo di musicisti che riescono anche a comunicare il divertimento che provano nel suonare. Si ascolti a proposito Soddisfazione con quel delizioso ritmo da ticchettio da macchina da scrivere e un arrangiamento azzeccatissimo fra beat e library, pura gioia per le nostre orecchie. In altri casi bastano i due minuti di Sette E Sette per proiettarci con malinconia negli anni Sessanta, mentre La Piuma Che Regge Il Mondo vira verso l’indie-rock con le sue splendide chitarre psichedeliche e la title-track col suo ritmo di samba rimanda, con spirito effervescente e sbarazzino, al flirt fra pop italiano e musica brasiliana sia nelle colonne sonore che in artiste come Mina e Vanoni. Non possiamo tralasciare di citare il bellissimo artwork, com’è nello stile della Snowdonia, qui affidato al disegnatore Luca Tieri, da tempo residente in Giappone e influenzato dai manga, che con i suoi disegni pop dai colori pastello entra perfettamente in sintonia con la personalissima e originale versione del pop dei Klippa Kloppa

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