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19 Febbraio 2026 ,

Oreyeon The Grotesque Within

2026 - Heavy Psych Records

È davvero notevole il lavoro che fanno certe nostre etichette indipendenti in un'epoca dove è diventato difficile distribuire e promuovere dischi come oggetto fisico e non come mero e triste formato digitale. Se da una parte quest’ultimo permette una facile fruizione, dall’altro fa sì che vinili, cd e pure audiocassette finiscono come succede e succederà sempre, nelle case dei soliti boomer, quelli che non rinuncerebbero mai a tali preziosi supporti. La romana Heavy Psych Sounds è una delle label più attente in questo senso nel mettere sotto contratto decine di band che, pur rimanendo di nicchia, hanno una ottima base di appoggio per divulgare la propria musica. Se date un occhiata alla pagina Bandcamp dell’etichetta vedrete un sacco di cose belle, con edizioni, specialmente in vinile che sono una gioia per gli occhi, sembrano invitare all’acquisto anche i più ostinati consumatori di musica liquida. Dopo questa lunga parentesi siamo qui per per parlare degli spezzini Oreyeon, una delle numerose band che ha doom, stoner e heavy psych come pane quotidiano. Un gruppo la cui nascita si può far risalire al 2014, unendo le forze di musicisti già presenti in altri interessanti progetti come Mexican Bud e Woodwall  ed avendo Orion come prima denominazione. Con quest’ultima avevano fatto in tempo a dare alle stampe l’interessante “Builders Of Cosmos” (2016). Diventati Oreyeon prima di questo “The Grotesque Within” avevano già in carniere l’esordio “Ode To Oblivion”, “Equations For The Useless” e uno split con Lord Elephant, altra formazione della scuderia Heavy Psych Sounds. Tutti lavori compatti e granitici, come richiede il genere Doom/Stoner e pure quest’ultimo album non disdegna certo l’approdo a questi lidi sicuri. Sette tracce per 36 minuti di durata delle quali nessuna arriva a sette, a differenza di diverse tracce “extralarge” dei due precedenti album. Si sente aria di tempesta già nel potente opener Echoes Of Old Nightmares, brano davvero da incubo al pari dell’inquietante grafica di fronte copertina. È un sound che se non fosse per il lavoro incessante della sezione ritmica si potrebbe ricollegare allo space-rock degli Hawkwind ma qui è il classico stoner di derivazione Kyuss che detta le coordinate. Immaginiamo che la band di Palm Desert rientri negli ascolti quotidiani della band ligure. Il disco continua incessante con    le due porzioni di Nothing But Impurities, la seconda è come un onda marina che sommerge tutto e lascia il posto alla title-track The Grotesque Within, la traccia di    maggior respiro del disco. A metà di questa i ritmi paiono, sia pur brevemente, rallentare, ci troviamo di certo più vicini all’Heavy Psych come punto di riferimento, una grande traccia ad ogni buon conto. Something Over There sembra inizialmente cadere nelle stesse spire con le chitarre  più psichedeliche che stoner/doom, Che però ritorna rassicurante in I’m You’re Mistake  portando poi alla conclusione di Dead Puppet Eyes, titolo che ci piace ricollegare ai pupazzi diabolici di "Profondo Rosso" di Dario Argento. Qui sono ben netti i riferimenti all’hard rock dei Seventies, a realtà sotterranee come i Dark e i Wicked Lady del funambolo  Martin Weaver. Giusto sottolineare che questo album si basa sugli scritti di Thomas Ligotti, autore di opere horror e dark fantasy. La formazione spezzina, caso decisamente raro, presenta gli stessi componenti di dieci    anni prima, Matteo Signanini, chitarra, Andrea Ricci, chitarra, Richard Selvaggio, basso e voce e Pietro Virgilio, particolare che rende continuo il processo di creazione dei loro dischi.“The Grotesque Within” conferma la bontà del progetto Oreyeon e della sua naturale collocazione fra le nostre migliori band del genere oltre che un'ulteriore prova della bontà delle formazioni della lodevole Heavy Psych Sounds.

Voto: 7.5/10
Ricky Martillos

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