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22 Gennaio 2026 ,

Sterbus Black And Gold

2025 - Records DK
[Uscita: 14/11/2025]

Il nuovo album del duo romano Sterbus formato da Emanuele Sterbini e Dominique D’Avanzo nasce sotto due stelle ispiratrici: quella dei Cardiacs, il disco è dedicato alla memoria del percussionista Tim Quy scomparso nel 2023, e quella di Virginia Woolf presente in due brani, Alfrison Two Four Five, il numero di telefono della sorella Vanessa dal quale ricevette nel marzo del 1941 la notizia del suicidio della scrittrice, che nel pieno dei bombardamenti tedeschi vide probabilmente accentuarsi la sua crisi depressiva e Virginia Flows il cui testo tratto da “Al Faro” è letto splendidamente da Debz Maher e la cui cifra drammatica è sottolineata dal basso distorto di Sterbini e dal solo di chitarra di Peter Lawson. I testi, molto belli e suggestivi sono di Dominique D’Avanzo, sono in inglese e sono presenti sia nel booklet che accompagna il disco sia nella pagina bandcamp. Un esempio della loro qualità potrebbe essere il testo, semplice, diretto, raggelante di War Waltz, nessuna retorica, ma immagini di rara potenza: «I’m fucked - said the Boy/God won’t save me - My last breath is warm -Then I’ll be cold» per esprimere il ripudio di ogni guerra o la breve strofa dell’introduttiva Any Longer che ci fa sentire il senso di scoramento e smarrimento «I feel I’m mad again / There’s no way back / I can’t fight any longer» e che nei suoi 40 secondi ci introduce alle atmosfere scure e malinconiche del disco, cui peraltro fa riscontro musicalmente una stupefacente fantasia creativa e una grande abilità nel costruire melodie tanto affascinanti quanto non scontate. Il disco possiamo catalogarlo nell’ambito del prog-rock o dell’art-rock, soprattutto per la capacità di muoversi agilmente in diversi stili come dimostra Alfriston Two Four Five che nei suoi sei minuti spazia da atmosfere folk bucoliche a frenetici giri armonici prog da chitarre elettriche hard ai toni epici degli ottoni a quelli elegiaci, ci sarebbe da sbizzarrirsi a rintracciare le citazioni sparse nel brano, ma niente è gratuito, ma corrisponde alle sensazioni emotive suscitate dal drammatico evento evocato dal titolo. Ogni brano ha una sua precisa scelta stilistica e di arrangiamento, si va dalle atmosfere teatrali alla Kurt Weill di War Waltz al lirismo folk dello spoken world di Virginia Flows, dagli echi beatlesiani e canterburiani di Renaissance al mal di vivere evocato dalle atmosfere sospese e minimali della title-track, dalle meravigliose rarefatte melodie di Two Elms allo strumentale The Greatest Possible Happiness, dalla estenuata Undone alle sfocate melodie che sfociano nei toni epici di Careful Of Neon Light.Black And Gold” rappresenta un ulteriore passo avanti nella carriera degli Sterbus, non una semplice raccolta di canzoni, ma un vero e proprio viaggio musicale all’interno del malessere che affligge il mondo, dalla guerra, alla sanità mentale alla depressione al senso di inadeguatezza, ma con una forma di catarsi data dalla bellezza che ci comunica la musica.

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

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