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2 giugno 2017 ,

Zbeen

TONAL WHIPLASH

2017 - Silentes
[Uscita: 31/05/2017]

Zbeen è un duo formato da Gianluca Favaron e Ennio Mazzon. Un interessante intercambio e un intrigante gioco di incastri tra linguaggio digitale e analogico. Le sette tracce che caratterizzano "Tonal Whiplash" sono veri e propri ammassi di effetti sonori che si succedono con disordine impellente. Si fa fatica a trovare una chiave in grado di dare una possibile interpretazione lineare al succedersi degli eventi acustici. Forse è più saggio considerare tutto il lavoro nella sua complessità come vera e propria massa pulsante e mutante in cui è necessario immergersi, lasciando da parte il ruolo di osservatori. Lasciarsi avvolgere e dominare da un suono materia, da un suono denso e ottenebrante che travolge e sconvolge le coordinate base di riferimento.

 

La magia di questa musica è proprio quella di lasciar svelare la propria apparente cripticità a chi prova a sintonizzare ogni percezione con tutta la serie di impulsi elettronici che si stratificano, si accumulano in un caos generato da forze energetiche che entrano in collisione e tracciano una serie di visioni spastiche e frammentate. Solchi vivi di colore, incisioni deformi, variazioni repentine e frequenze mai stabili che stridono con attriti disturbanti. Il concretismo e la cacofonia processate con il computer. Prove tecniche di una trasmissione che fatica ad essere trasmessa, che è resa volutamente intrasmissibile e che libera vibrazioni attraverso la discronia. Ci si rifà alla concezione puntillista che tendeva a estrapolare dal contesto complessivo e compositivo la fonte di emanazione di ogni singolo rumore/suono per dare allo stesso una specie di terza dimensione fisica in grado di scolpirlo e delinearlo. Un rumore suono che si autoalimenta e si autodefinisce, zbeen1che basta a se stesso. Forse un gioco stimolante che risulta più attraente per chi lo pone in essere più che per chi prova a calarvisi dentro.

 

Una sfida senz’altro intrigante ma che non può non cogliere allo stesso tempo un’attitudine autoreferenziale e narcisistica che propone tutto sommato una scenografia ampiamente indagata (su tutti citiamo Morton Subotnick e Alva Noto) e che in questo caso impatta con effettistiche stucchevoli che mancano di entrare in sintonia con un calibrato incedere atmosferico. Distinguendo alcuni episodi senz’altro interessanti in Rest Energy e Seitan Core e con l’eccezione di Materia Prima, sicuramente il brano più valido e con un’impronta di zbeenastrattismo che sembra davvero ispirata. Il duo dimostra di avere talento e originalità quando allenta una certa tendenza a ostentare cerebralismo tecnologico, vedi Decalcomania o non scivola nella pesantezza di qualche glitch Pan Sonic(o) di troppo come accade in Sopa Coada. Apprezzabile il lavoro di mastering affidato all’abilità di Anacleto Vitolo

 

Voto: 6/10
Romina Baldoni

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