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23 Aprile 2015 ,

White Hills WALKS FOR MOTORISTS

2015 - Thrill Jockey
[Uscita: 07/04/2015]

USA

 

whiteDopo la recente riedizione della loro autoproduzione del 2007, “Glitter Glamour Atrocity” (Thrill Jockey, 2014), il duo newyorchese White Hills aveva palesato un ennesimo cambio stilistico che tendeva a spostare le coordinate del loro space psycho garage verso un dark molto patinato, provando a rileggere il filone inglese del gotico, condito di hard groove accattivanti e ad effetto. Non a caso uno dei brani dell'album, Under Skin Or By Name, è utilizzato nel film di Jim Jarmusch "Only Lovers Left Alive". Con questo nuovo album, Ego Sensation e  Dave W. sfornano l’ennesima produzione impeccabile (di un repertorio diventato ricchissimo nel giro di pochi anni) di brani ad effetto concepiti per mettere d’accordo tutti, per far gridare al sensazionale e ravvivare così un mercato discografico moribondo e anemico.

 

Gli ingredienti vengono sempre dosati con maestria e indiscutibile gusto estetico ma, sta di fatto, che le grandi promesse che ci avevano fatto intuire tra le pieghe del loro varietà ben congegnato, non sono state altro che un ripescaggio furbo e poco originale. Se prima indulgevano in mimiche Hawkwind style ("So You Are… So You’ll Be", 2013), in dilatazioni hillsoniriche di stampo contemplativo alla Spaceman 3, ("A Little Bliss Forever", Drug Space Records, 2008), è pur vero che non sembra mai essere venuta meno la propensione verso eccessi heavy, impalcature stooner dall’impatto poderoso, pacchiani orpelli di elettronica noise weird che non avevano nulla del pathos e dell’intensità oscura e apocalittica, torbida e malata di Suicide o Chrome, a cui tendevano ad ispirarsi. Nei dieci brani di "Walks for Motorists", accompagnati dal drumming di Antronhy, White Hills si ispirano al cabaret noir parodistico dei Bauhaus senza minimamente tenere conto che già 40 anni fa il gruppo di Murphy riproponeva psicodrammi in chiave glam di cui si era già ampiamente abusato. L’introduttiva No Will ruba di sana pianta il giro di basso di Dark Entries ("In the Flat Field", 1980), l'omonima Walk for Motorists ci riporta all'Inworldz di Creed e Edge (il battito propulsivo di In a Dream). £SD or USB è un motorik edulcorato che sembra un’evasione disco dance dei Kraftwerk. 

 

Decisamente si calano in pieno ammiccamento electro wave e glam metal pezzi come Wanderlust (sfoggio enfatico di basso e tastiere), Life is Upon You (coretti e incedere pow wow). L’edonismo e la megalomania strabordano in Lead the hills1Way e con il boogie compresso e distorto We Are What You Are. I, nomad pur facendo il verso alle danze epilettiche di Alan Vega è ben strutturata ed ha una sua compattezza. La bonus track May You Be the Sun e Lead the Way sono evoluzioni elettrificate, danze sintetiche per alieni tra feedback e maestose cavalcate chitarristiche. La psichedelia di questo album è cadenzata e melodica, gonfiata da coltri di tremuli e folate di effettistica che scadono negli stereotipi più banali e abusati del genere. Le armonie incolori e 'manipolate' da una sapiente tecnologia di studio, faranno di questo album la pietra miliare degli emuli di terza generazione dei rimasugli psichedelici, così come "Random Access Memories" dei Deft Punk, è stato per la disco dance. Degenerazioni di un post moderno che ha davvero esaurito tutte le argomentazioni.

 

Voto: 5/10
Romina Baldoni

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