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Dream Weapon Ritual

THE UNCANNY LITTLE SPARROWS

1 Dicembre 2017 - Boring Machines

Italia

 

dwrTornano a completare l’estetica oscura e tiratissima dal fascino conturbante e magnetico di “Ebb & Flow” (2014) i Dream Weapon Ritual. Sempre su vinile, sempre per Boring Machines. Due elementi non da poco che corroborano un’adesione piena dei due performer Simon Balestrazzi e Monica Serra alle sonorità di psichedelia sperimentale proposte nel Thalassa Festival. La sensazione che si ha mettendo su "The Uncanny Little Sparrows" è infatti strettamente legata a una visione etnografica che indaga la religiosità delle origini. Il rapporto terra-natura che si rafforza in un rimando alla ritualità primitiva e il sacrale misticismo che nel tempo ha impregnato la tradizione popolare. Su questa linea non a caso si sono mosse altre realtà presenti nelle quattro edizioni del festival romano: Hermetic Brotherhood of Lux-Or, Father Murphy, Squadra Omega e da ultimo il padre putativo ispiratore di questa interessante nuova scena, Lino Capra Vaccina. Ma l’impronta identitaria dei DWR si fregia anche dell’autorevole trascorso dei due protagonisti che infondono atmosfere di tribalismo esoterico maturate nell’ambito di un’evoluzione più meditata e articolata del genere industrial. Qualcosa che si avvicina alla rilettura antropologica dello straniamento e del disagio post industriale. E qui non sarebbe un azzardo chiamare in causa il percorso rimarchevole di un artista come Z’ev o meglio il suo approccio interpretativo che ancorava alla realtà una retrospettiva storiografica di un acume e di una lucidità sorprendenti. Non stiamo parlando di un rumorismo invasato fine a se stesso insomma, e questo lo dimostra tutto il tragitto esplorativo di Simon Balestrazzi e di Monica Serra.

 

0011663776_10Il lato A è occupato interamente da Bird Mother, un vero e proprio allestimento narrativo multimediale, un cerimoniale di magia e sospensione che si snoda come una preghiera di espiazione, accompagnata da manipolazioni elettroniche spigolose e distorte, da percussioni e riverberi inusuali, mortiferi e incalzanti che scandiscono un tempo liquido di trance e visione. Una visione ciclica che ricongiunge gli albori e il crepuscolo esistenziale in una rivelazione di spoliazione e purificazione. I passaggi si dipanano attraverso momenti caotici e opprimenti e fasi di resa.

La narrativa prosegue come in un sontuoso e solenne allestimento liturgico nel secondo lato. Quattro pattern come quattro passaggi emotivi capaci di assorbire la piena partecipazione sensoriale. La profezia e l’attesa in Two Little Sparrows Sitting On A Bough And Waiting For Enlightenment, il girone inquisitore dalle connotazioni esoteriche di Tittle-Tattle Among Secret Devices e il corale raccoglimento di The One With The Iron Beak, invasato magnetico e selvaggio. Come se la puntina del giradischi andasse a incidersi nei solchi della nostra pelle, in certi codici che ci vengono sussurrati nella fugacità di certe scansioni e nel sincronismo di certe pulsioni che al risveglio non sappiamo più raccontare. 

 

Voto: 7,5/10
Romina Baldoni

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