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5 febbraio 2016

Mara

OTTOBRE ’66

22 gennaio 2015 - Brutture Moderne-Audioglobe

Secondo lavoro per la musicista e musicoterapeuta Mara Luzietti, in arte semplicemente Mara, prodotto da Francesco Giampaoli dei Sacri Cuori che suona anche il basso, “Ottobre '66” continua il cammino artistico della cantautrice ravennate, infatti se “Dots”, uscito nel 2012, era un prodotto fresco, ma anche ingenuo, qui la via scelta è di una maggiore professionalità, che si intuisce già dalla grande accuratezza degli arrangiamenti e di una strumentazione varia e che ricorre a spesso e volentieri a strumenti vintage. E' questa una caratteristica fondamentale dell'album, il suo fare riferimento a un immaginario che affonda le sue radici negli anni Sessante e Settanta, così il video del singolo San Francisco è ispirato a uno dei grandi film dell'altra America: “Non si uccidono così anche i cavalli” di Sidney Pollack, si interpreta una cover, Notte di luna calante, di Domenico Modugno, il titolo fa riferimento all'anno di produzione della chitarra usata nella canzone omonima, in I Saw a Man si fa riferimento a Leonard Cohen, e più in generale le atmosfere, le sonorità, il modo di cantare rimandano sovente a un delicato gusto retro che si tinge di dolcezza e malinconia. 

 

Non c'è dubbio che la carta migliore del disco stia nella voce morbida, espressiva, dalla tonalità soffusa che ci rimanda alle atmosfere ovattate e in chiaroscuro degli eleganti locali notturni del passato, mentre gli strumenti creano ora sonorità rarefatte, vicine al desert blues, ora più vibranti e ritmate. Il limite del disco è una certa freddezza che a volte si respira e allora l'elegante raffinatezza rischia di diventare più un limite che un pregio, accade così per la fin troppo languida Gone o per la piuttosto piatta Red Leaf. Ma i momenti riusciti prevalgono, a partire dalla riuscita cover di Modugno calata perfettamente nel sound sixties fra Nada e la lounge music, San Francisco è un pop psichedelico di stampo californiano con una melodia di immediata presa, Run Over è una canzone di forte intensità e I Saw A Man si avvale di un testo, molto evocativo e azzeccato («I saw a man who wrote only one word, each year / and continues walking / where is your art? / In this old dance»), Ottobre '66 declina verso un blues da balera romagnola e Fire si accende del rosso del tramonto nel deserto a conclusione di un album gradevole, ben scritto e ben suonato e che ci offre una delle voci femminili più interessanti del panorama italiano.

Ignazio Gulotta

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