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31 luglio 2015

Sertango

EL BARRIO

23 aprile 2015 - M. A. P. Classics

Sertango EL BARRIO Anche un brano strafamoso e addirittura un po’ abusato come Libertango di Astor Piazzolla rinasce a nuova vita nella luminosa versione che troviamo in questo album d’esordio dei Sertango che già dal titolo e dal nome del gruppo che lo esegue rivela le direttive in cui si muove la musica che propone. Tango! Signori, ecco il tango! E trattasi di tango della miglior specie suonato da quattro musicisti calabresi che nulla hanno da invidiare a colleghi più conosciuti e blasonati. Una rilettura di brani altrui (la bellissima Por una cabeza di Carlos Gardel e di nuovo Piazzolla nella splendida, struggente e melanconica Oblivion ) e di composizioni proprie (Goon, Zarathustra, Fugato, El Barrio) che reggono il passo e si confondono mirabilmente con gli astri più conosciuti dell’universo tangueiro. (sempre Piazzolla nel magnifico Preludio para la cruz del sur). Ivano Biscardi fa pulsare sensualmente la fisarmonica e il bandoneon al ritmo soffuso e levigato della batteria di Corrado Aloise, Virginio Aiello ricama trame morbide e avvolgenti di organo Hammond e Bruno Aloise punteggia con la chitarra classica, usata per lo più solista, le otto tracce di questo album che chi ama il genere non può lasciarsi sfuggire.

 

el barrioSeduzioni cariche di dolcezza traboccano da questi brani lenti e leggeri, velati dalla luce soft di un tango antico e moderno al tempo stesso che flirta con spunti jazz o folk quasi infinitesimali che arricchiscono non poco il sound dei Sertango. Impossibile non fare il paragone con i più famosi Gotan Project, dal quale i nostri escono a testa alta, con addirittura un punto di purezza musicale in più e con il rammarico, almeno per chi scrive, che non abbiano (ancora) la stessa strameritata fama dei più titolati “colleghi”. Un album di grande spessore che potrebbe piacere agli estimatori di certe cose di Richard Galliano e perché no, di altre dei nostri vecchi Avion Travel, se non altro nella ricerca della coniugazione tra una forma di musica colta che si sposi con atmosfere più popolari e immediate. Un album eccellente che si può ascoltare con estrema attenzione cogliendone le più sottintese sfumature o come accompagnamento, magari leggendo qualche racconto di Borges, (uno che di tango se ne intendeva), ambientato nel quartiere (barrio) Palermo di Buenos Aires, tra coltelli, prostitute e focosi tangueiros.

Maurizio Pupi Bracali

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