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23 ottobre 2014 ,

The Flaming Lips

With a Little Help from My Fwends

2014 - Warner Bros.
[Uscita: 28/10/2014]

USA

9ede7c75“With a Little Help from My Fwends” riprende il discorso che Wayne Coyne ed i suoi Flaming Lips avevano iniziato con il progetto “Heady Fwends” del 2012 e si presenta non come una parodia stilistica di "Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band" dei Beatles - album che per antonomasia e più di tutti gli altri fece la fortuna dei quattro di Liverpool - ma come una “celebrazione" tout court di un caposaldo della psichedelia anni ’60. Come fu per il disco insieme a Stardeath and White Dwarfs  e Henry Rollins che ricalcava “The Dark Side Of The Moon”. E in questo clima  di celebrazione che trovano senso le numerose e prestigiose collaborazioni, oltreché la scelta di uscire per l’ormai consueta Warner Bros e di devolvere tutto il ricavato del disco a The Bella Foundation, fondazione veterinaria di Oklahoma City, città natale dei nostri. With A little Help From My Fwends mantiene quell’aria pomposa ed ubriaca di una colorata e drogata marching band che ha reso famosi i Beatles.

 

In un clima che propone da una parte l’evocazione di una velleitaria mitologia ad uso e consumo di ascoltatori sempre più in balia di musicalità precarie e instabili - che credono di accedere così ad un “grande classico reinterpretato da grandi artisti” - e dall’altra sfiora flaminglips2la maratona Telethon, ciò che rimane immutato è l’atmosfera di Sgt. Pepper che perde l’assetto da musichall inglese, le sue marcette borghesi intinte a puntino di liquido lisergico come vuole la nuova moda appena arrivata dall’America, ma mantiene una sorta di allegria superficiale e pretenziosa. Non è più una pop band inglese che si accompagna a strumenti orchestrali ed altri maggiormente esotici: la band del Sergente Pepper ha finito per essere un caotico andirivieni di persone ed artisti che mettono in scena lo stesso disco, senza cambiarne l’edulcorata ed educata borghesia, senza mettere in discussione il repertorio dei Beatles ma rendendolo maggiormente appetibile al pubblico odierno, per poterlo aggiornare alla generazione di Miley Cyrus.

 

Se 47 anni fa i Beatles, arrivando in ritardo sui colleghi americani, realizzarono un album di musica pop intrisa di puntine psichedeliche e ammaestrarono un linguaggio nuovo ed aggressivo in un circo  a cui la borghesia bianca poteva finalmente strizzare l’occhio, oggi i Flaming Lips, figli di quella cultura, rendono omaggio ai padri con la loro musica screen-shot-2014debordante di sintetizzatori e derive elettroniche, dove il termine “rock” sembra essere stato accantonato in favore di altre parafrasi e denominazioni, di bassline, drum machines, flanger e modulatori, creando un suono abrasivo, scomposto, abbruttito, post-apocalittico e allo stesso tempo zuccherato, colorato, svolazzante e allegramente svampito. Sgt. Pepper’s  dimostrava quanto la musica commerciale potesse affacciarsi alle porte dei mondi avanguardistici: oggi, With A Little Help From My Fwends dimostra solo quanto sia stato facile che il pop da classifica sia stato preso per quello che non era e scambiato per musica di livello superiore. La riesumazione di un disco come Sgt. Pepper’s da parte di un gruppo come i Flaming Lips, un punto cardine della musica psichedelica contemporanea, può porre implicitamente un interrogativo sulla paternità della musica psichedelica e di quali siano le priorità di questo tipo di musica. Ma trasformare i Beatles in uno dei più grandi gruppi psichedelici della storia, non lo possono fare i Flaming Lips. Neanche se chiamano Miley Cyrus.

Voto: 4/10
Ruben Gavilli

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