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20 gennaio 2012 ,

Miriam in Siberia

VOL. 2

2011 - Autoprodotto
[Uscita: 15/11/2011]

Miriam in Siberia, provenienti dalla provincia campana, si formano nel 2005 e giusto l'anno dopo hanno la possibilità di esordire con un five-tracks EP e di farsi apprezzare grazie anche alla lungimiranza della benemerita Bandcamp, una specie di label "aperta", un gigantesco contenitore musicale nel quale potenziali nuovi artisti possono farsi conoscere grazie all'ascolto in streaming o alla possibilità con offerta libera di scaricare gli albums, un po' alla maniera degli ultimi lavori dei Radiohead. Questo e il seguente album full-lenght del 2009, l'interessante "Il Suono del Phon" , che si presentava con una bellissima copertina retrò stile Porcupine Tree di “Recordings”, erano pure disponibili nel sito ufficiale della band miriaminsiberia.it in download gratuito o in vendita ad un prezzo, 4,90 euro, che 40 anni fa avremmo definito politico. Tutte le buone idee già apprezzate nel precedente lavoro, che conteneva al suo interno già validi episodi quali Ape e Before the insane god, esplodono letteralmente in questo "Vol. 2", notevole opera seconda, registrata rigorosamente in analogico, e si sente, con uno stile adesso decisamente debitore dell'hard prog dei magici seventies. I Miriam in Siberia sono Nando Puocci, voce e chitarra, Oreste D'Angelo, tastiere, Luciano Corvino, basso e Costantino Oliva alla batteria. A un primo ascolto ci sentiamo come catapultati nella storica stagione del prog italiano, quella che ci aveva donato band di culto, tecnicamente molto brave, nella quasi totalità deboli vocalmente ma con tante idee da vendere e non sempre mere scopiazzature dei più quotati artisti stranieri, inglesi in particolare, gli inventori del genere.

 

Nelle note in margine al disco vengono citate come influenze Led Zeppelin e Black Sabbath, di sicuro più questi ultimi: lo stesso titolo "Vol.2", è forse ispirato dal grandioso “Vol. 4” della band di Ozzy (?), anche se il netto dominio delle tastiere, organo in particolare del bravo Oreste D'Angelo, mi ricorda più certe oscure leggende d'Albione quali i Pinnacle, i due gruppi di John Du Cann, gli Andromeda e i più noti Atomic Rooster, in ambito nazionale i Trip di Joe Vescovi e i più recenti Standarte di Daniele Caputo. "Vol. 2" si apre con l'incalzante Moog Stomp, e già il titolo dice tutto, con favolose tastiere a cascata, sempre in evidenza anche nella seguente splendida La fine del giorno, tiratissima con la bella e grintosa voce di Nando, finalmente un cantante all'altezza, e breaks chitarristici mozzafiato.  Nemmeno il tempo di riprendere fiato e arriva Fede e Ragione, sei minuti più rilassati, si fa per dire, con l'organo nei soliti giri vorticosi, mentre la vera pace si raggiunge con I fiori di Eleusi, deliziosa ballata neo-folk con i nostri che imbracciano anche l'acustica, davvero uno dei momenti più suggestivi dell'intero lavoro. La ripartenza ha nome Servi e Servitori, altro brano killer, impreziosito da un bel guitar solo, sulla stessa linea i quattro minuti di Nova2, con finalino da brividi e pure Un numero si fa apprezzare a dovere. Chiude questo torrenziale album, uno dei migliori del genere che ho ascoltato da anni, perlomeno in ambito italiano, Soldier, l'unica track cantata in inglese, nella quale lo stacco dopo 2.30" dall'inizio brano, è davvero da ricordare, un maelstrom di moog e chitarre che portano a degna conclusione un disco esplosivo.

 

Trovo quantomeno scandaloso che gruppi simili debbono trovare tanta difficoltà ad accasarsi presso le etichette nostrane, la cecità delle quali spesso mi spaventa; prodotti come quelli dei Miriam in Siberia sono apparentemente di nicchia, riservati ad un pubblico di appassionati del genere, ma farsi scappare simili talenti, vederli emigrare discograficamente - mi vengono in mente anche i bravissimi bolognesi Eveline - è davvero delittuoso. Da sottolineare che "Vol. 2" è stato registrato a Senigallia nei Red House Studios: il bellissimo suono del mixing finale, analogico come suddetto, è la carta vincente del disco a mio parere, al diavolo le eventuali accuse di scarsa pulizia e modernità. Il tutto è opera del Salt Mastering Studio di New York e si presenta nella prima stesura in una ghiotta edizione cd + vinile 45 giri, con splendido artwork opera dell'illustratore Lorenzo "LRNZ" Ceccotti, un altro omaggio al vinile e un riaggancio al passato, a una delle più belle e creative stagioni del rock di sempre.



Ricardo Martillos
 

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