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10 settembre 2016

Nick Cave & The Bad Seeds

SKELETON TREE

2016 - Bad Seed LTD
[Uscita: 09/09/2016]

Australia   #consigliatodadistorsioni

 

nick-cave-skeleton-treeJoan Didion nel suo "L'anno del pensiero magico" racconta l'evento della morte e di come la vita impieghi un solo istante ad invertire la rotta, sparigliando le carte di tutte le certezze accumulate. Allora l'unica cosa possibile è liberare chi è andato via per sempre e ricominciare a camminare, rinascere ripartendo dal perdono di sé. L'elaborazione del lutto è qualcosa che dobbiamo a noi stessi per assecondare l'inevitabile trasformazione insita nella vita, ripensando nello stesso tempo ad un linguaggio nuovo per spiegarne le ragioni. Non ci sono dubbi sul fatto che "Skeleton Tree", il nuovo album di Nick Cave, sia segnato dalla scomparsa del figlio Arthur e non importa se la lavorazione sia iniziata prima; i suoi quaranta minuti esatti sono avvolti da un'aura di emotività a tratti insostenibile per intensità di scrittura e per il modo in cui Nick lascia cadere la sua maschera brechtiana per mostrare la parte più debole di sé. Skeleton Tree è il dipinto di un cielo rigonfio di elettricità trattenuta da nubi di pioggia, una vera e propria liturgia del dolore come farmaco per esorcizzarne la virulenza, il passaggio stretto nel fuoco che conduce alla catarsi.

caveL'opener Jesus Alone si pone in continuità con il suono apocalittico del precedente album "Push The Sky Away", complice l'arrangiamento degli archi e le intuizioni di Warren Ellis, sempre più alter ego del nostro, così come la successiva Rings Of Saturn è una delle pochissime tracce in cui compare un pattern ritmico su cui si struttura un profluvio di suoni eterei. Come in un climax, Girl In Amber alza definitivamente il sipario sul palco del dramma, con il violino di Ellis a definire la forma di un buio in cui scomparire, allo stesso modo di Magneto dove i versi si 00ba749dintrecciano a disturbi elettrici quasi fossero amplificazione delle sinapsi nervose. Anthrocene ha uno spleen in stile Radiohead, mentre si rimane esterrefatti dinanzi alla inesorabilità di I Need You dove la voce di Nick raggiunge il più alto livello di umanità in una performance le cui increspature mettono i brividi. 

Il fiato si spezza negli spazi infiniti di Distant Sky, cantata assieme al soprano danese Else Torp la cui voce cristallina e classica conferisce solennità all'intero brano. In chiusura, la rassegnata pacificazione della title track Skeleton Tree riannoda i fili dello Nick-Cave-The-Bad-Seedsstile di Cave, avvicinandosi molto all'attitudine di "The Boatman's Call". L'ascolto di queste otto canzoni trasmette un senso di pudore, quasi si stesse violando la sacralità di un rito intimo, di una narrazione che Nick Cave ha trasformato in tragica poesia. Il corpo di Skeleton Tree è fatto di carne sanguinante sulla cui epidermide sono tatuati i ghirigori di un mandala a ricordo di come la vita sappia essere più fragile di quanto si immagini.   

 

Voto: 8/10
Giuseppe Rapisarda

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