Migliora leggibilitàStampa
24 novembre 2012 ,

Alec K. Redfearn and the Eyesores

SISTER DEATH

2012 - Cuneiform Records
[Uscita: 25/09/2012]

Alec K. Redfearn and the Eyesores  SISTER DAETH 2012 Cuneiform Records# Consigliato da DISTORSIONI

 

Cosa si nasconde dietro la misteriosa sigla Alec K. Redfearn and the Eyesores? La Cuneiform Records è una splendida etichetta del Maryland ed ha nel suo catalogo una miriade di artisti dediti al rock più evoluto ed avanguardistico. Fra i più nomi più noti ci sono alcuni storici alfieri della favolosa Canterbury Scene quali Hugh Hopper, National Health, Matching Mole ed i Soft Machine che da soli possono bastare a siglare la bontà dell'operazione. Come spiega lo stesso Alec: "The Eyesores hanno fatto musica da oltre 15 anni e sono un ensemble creativo  libero da vincoli musicali e di catalogazione volutamente difficile". 12 brani compongono questo "Sister Death", settimo disco di un gruppo che non ha molti termini di paragone nell'attuale scena underground. Il disco tra le altre cose si presenta con una splendida copertina psichedelica con una deliziosa fanciulla a mani aperte che ci segnala il titolo del disco. Gli strumenti usati qui sono i più vari ed inusuali, troviamo accordion, double-bass, corno francese, piano Wurlitzer, ukulele e via discorrendo.

 

Redfearn ci spiega che in questo disco ha cercato il più possibile di trasferirsi idealmente sul versante est europeo, alla ricerca di un suono gitano mischiato però allo space rock con pezzetti di kraut. Alec si fa accompagnare oltre che da un esercito di bravi strumentisti anche dalla chanteuse Orion Rigel Dommisse, due dischi in proprio per lei e talentuosa tastierista. L'album è un magico caleidoscopio musicale che come detto abbraccia diversi stili musicali ma senza mai perdere la bussola  e sempre con un gusto esecutivo sopraffino. L'inizio di Fire Shuffle è pazzesco, uno strumento sempre banalizzato come la fisarmonica (accordion) viene usata da Alec in maniera psycho-gitana, scusate il termine inventato, il brano ha un crescendo notevole con un solo di chitarra ed accompagnamento d'armonica suonata freneticamente. Unawake è zingaresca al 100% con duetti fra Alec e Orion davvero gustosi.

 

Molto intense le ballads, termine da prendere con le molle, The 7 and 6, la funerea Longreach, la celestiale Exhumed con l'ukukele di Redfearn e la finale velvetiana In the morning ancora a due voci, una delizia di tre minuti. Il resto contiene tesori nascosti indicibili, ascoltare per credere i duetti fra il solito accordion di Alec mixato con le fiammate chitarristiche di Clint Heldorn in Scratch, i deliri orgiastico-organistici di Hashishin, il titolo promette bene, per finire con la personale rendition dell'evergreen St. James Infirmary-Headless Emcee che sarebbe molto Jeff Buckley se solo Alec avesse il suo tono vocale. Un disco sorprendente ed originale, lo metterei sullo stesso livello di quel gioiellino che ci hanno regalato gli svedesi Goat, il loro "World Music”, che ha rappresentato il sound più fresco ed originale ascoltato nell'intera annata. Un plauso finale alla Cuneiform di cui consiglio di ascoltare l'intero catalogo, certi di trovare sempre qualità e sperimentazione di livello assoluto. 

Ricardo Martillos

Video

Inizio pagina