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5 dicembre 2018 ,

Smashing Pumpkins

SHINY AND OH SO BRIGHT, VOL.1 / LP: NO PAST. NO FUTURE. NO SUN.

2018 - Napalm Records
[Uscita: 16/11/2018]

Stati Uniti   

 

51q8cL9EhGL._SS500Dopo diciotto anni, registriamo il ritorno discografico dei gloriosi Smashing Pumpkins dello stregone Billy Corgan. Sarà bene, tuttavia, dimenticare gli anni fulgenti di “Siamese Dream” o di “Mellon Collie And The Infinite Sadness”. Dopo svariati colpi di scena, teatro dell’assurdo allo stato puro, con abbandoni improvvisi, morti per overdose, ed esondazioni egolatriche della personalità, a tratti sconcertante, del lider maximo, riecco un album che quantomeno presenta la parvenza di un disco attribuibile effettivamente alla band che ha fatto sognare milioni di fans in tutto il mondo, soprattutto diversi lustri fa. Per la Napalm Records vede la luce “Shiny Oh So Bright, Vol. 1 / Lp: No past. No future. No sun”. Un’opera che segna il ritorno della line-up originaria della band americana, a eccezione di D’Arcy Wretzky. Ecco, infatti, riuniti sotto la stessa egida musicale, Billy Corgan, Jimmy Chamberlin e James Iha, affiancati dal valido Jeff Schroeder alla chitarra e alle tastiere. Inutile adoperare metafore per affermare, senza tema di smentite, che la magia degli anni aurei è svanita. Un pavido rock di agevole consumo, condito da intarsi pop di discreto impatto, con la voce di Billy ancora in sufficiente spolvero, gli strumenti in interessante simbiosi con l’assunto complessivo del disco, ma nulla più. Sin dall’inizio, Knights Of Malta, le sonorità mostrano la corda: un fiacco miscuglio di rock da Fm americane, di tirate chitarristiche melense, di cori melliflui, cui nemmeno la bella voce di Corgan riesce a rimediare. 

 

smIl livello s’innalza di un centimetro con la traccia successiva, SilverySometimes (Ghosts), dal ritmo maggiormente sostenuto e dai toni chitarristici più graffianti, con la voce di Billy che assume cromatismi più vividi. Travels riporta ad atmosfere più addomesticate, suoni ovattati e inoffensivi, con punte di scoperta banalità. Il migliore episodio, a nostro avviso, è rappresentato da Solara, finalmente in grado di risollevare le sorti di un album finora troppo dimesso e rassegnato alla mediocrità, con un’impennata di orgoglio rock di notevole livello, mentre con Alienation si ripiomba nel limbo dell’inespresso, con suoni troppo scontati e monocordi. Medesimo fato tocca a Marchin’ On, i cui ritmi, sebbene modulati su un smashing-pumpkins-photo-by-olivia-bee-846x555registro rock più ruvido, non convincono affatto. Come delude la ballata al saccarosio di With Sympathy, che con l’irrilevante Seek And You Shall Destroy conclude un album assolutamente deludente che solo la stima meritata nei decenni scorsi dalla band statunitense ci vieta di reputare catastrofico.  

 

Voto: 5/10
Rocco Sapuppo

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