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17 dicembre 2014

Run the jewels

RUN THE JEWELS 2

2014 - Mass Appeal Records
[Uscita: 21/08/2014]

USA                                                                          # Consigliato da Distorsioni

run-the-jewels-rtj2-33793Run the Jewels, duo di stanza tra New York City e Atlanta, costituito dal rapper Killer Mike e dal produttore, DJ e rapper EI-P, nonostante sia in attività da meno di due anni si sta imponendo, nel circuito hip-hop più indie come “next big thing”. Dopo aver prodotto l’anno scorso un album omonimo disponibile esclusivamente come download gratuito, tornano ora con questo “Run the Jewels 2”: su tutto emerge, incessante, martellante, l’intrecciarsi delle rime del nero Killer Mike e del bianco EI-P, con i loro testi dal linguaggio crudo e diretto. Sotto le loro voci un sound decisamente essenziale e ridotto al minimo indispensabile: linee di basso tanto sporche e distorte da sembrare il frutto di sintetizzatori danneggiati apposta, loop ritmici dalle sonorità old-school e poco altro, con una particolare attenzione allo scratch dei piatti, proprio come quando il rap non era frutto di produzioni multimilionarie, non era in mano a produttori dotati di studi di registrazione accessoriati con gli ultimi modelli di mixer digitale e di computer Macintosh e non esistevano i cosiddetti “virtual instruments”, che con un paio di sapienti tocchi del mouse riproducono un’intera band o anche un’orchestra.

 

Parliamo di quegli anni in cui il rap si faceva nelle strade e tutta la base del pezzo era in mano a quello che un tempo si chiamava il “selecter” (o anche “selector”), termine giamaicano spesso adottato dagli afroamericani per indicare il DJ. Questo l’obiettivo deirun-the-jewels Run the jewels: riportare l’hip hop al suo concetto primitivo di musica di strada, fatta per le strade e per la gente che vive in strada, e di musica di lotta. Per questo non poteva mancare, come ospite di lusso, un artista che non ha mai avuto paura di urlare, cantare e rappare sul palco la sua verità: Zach de la Rocha (nell'implacabile e tostissima Close Your Eyes and Count to Fuck), runnome che i più legheranno a quello dei Rage Against the Machine, band che negli anni ’90 ha imposto nel mondo un nuovo modo di declinare il concetto di musica di protesta. Molti altri gli ospiti: Boots, nella lirica Early, Travis Barker in All Due Respect, Gangsta Boo nella morfinica Love Again (Akinyele Back), Diane Coffee in Crown. Tutti ben incastrati in un mosaico magmatico, ipnotico e vibrante la cui ciliegina sulla torta è la finale tesa, minacciosa Angel Duster, capolavoro di cinque minuti e passa di hip hop suburbano contemporaneo. Questi dunque sono i Run the jewels: di certo non li vedremo mai su Mtv, dove si preferisce dare ampio spazio ai bellocci alla Kanye West o alle sontuose produzioni sonore di Will. I. Am. Ma per i RTJ e per la loro purezza intellettuale è meglio così.

Voto: 7.5/10
Alberto Sgarlato - Pasquale Wally Boffoli

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