Migliora leggibilitàStampa
13 giugno 2014

The Brian Jonestown Massacre

REVELATION

2014 - A Recordings
[Uscita: 19/05/2014]

bjm# Consigliato da Distorsioni

 
 

“Revelation” è il quattordicesimo episodio della saga Brian Jonestown Massacre, un album che senza dubbio va a rinsaldare il loro status di cult band, dove hanno transitato più di 60 musicisti complessivamente. L'album è stato registrato e prodotto a Berlino nello studio del leader Anton Newcombe. E forse la chiave della rivelazione presente in questo album la si può trovare proprio in una frase di Newcombe riportata da The Quietus, cioè che il disco suona come una bella canzone senza interruzioni. La rivelazione cioè che l'album intero è da leggere come una canzone. Una suite in piena regola come nella migliore tradizione della psichedelia dei fine '60 e inizio '70. I lavori del collettivo Brian Jonestown Massacre sono sempre stati segnati da una ricerca filologica dei suoni e da un citazionismo appassionato, ma concentrati in canzoni dove la semplicità della struttura rivela un intento programmatico di aderenza totale alla ripetitività. E questa caratteristica è prettamente contemporanea, infatti molti dei “dischi dell'anno” che ci vengono propinati  funzionano così, in un meccanismo mutuato dall'elettro-pop. In Revelation, così come in una struttura modulare, i brani si basano su idee brillanti e inserti elettronici, ripetuti in sequenza, potenzialmente intercambiabili. Sprazzi di psichedelia in loop che lentamente vanno a comporre una figura più grande. Per l'aspetto storico-filologico segnaliamo la chitarra cheThe+Brian+Jonestown+Massacre+Brian+Jonestown+Massacre arriva direttamente da “Surrealistic Pillow” (Days, Weeks and Moths), dichiarazioni d'amore a Barrett (Unknown), il jug dei 13th Floor Elevators (in Vad Hände Med Dem), fino ad arrivare ad atmosfere trip-hop (Memorymix, Fist Full of Bees). Una ricerca che punta a riprodurre la struttura di un mantra, per svelare il potere della musica come stato di trance, dalla Summer of Love degli anni '60 al clubbing dei '90. Il tutto impreziosito da gradevoli tracce pop come What You Isn't, Food for Clouds e la conclusiva Goodbye (Butterfly).

Voto: 7/10
Rachele Cinarelli

Audio

Video

Inizio pagina