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10 aprile 2012 , ,

Wora Wora Washington

RADICAL BENDING

2012 - Shyrec
[Uscita: 10/04/2012]

Wora Wora Washington: “RADICAL BENDING”  # Consigliato da DISTORSIONI

Sono passati quasi tre anni da quando ebbi la fortuna di assistere ad un live dei Wora Wora Washington e di quella calda serata di piena estate sud pontina (resa ancora più arroventata dalla loro impetuosa performance, che ci fece ballare e sudare come cavalli al galoppo), porto da sempre un gran bel ricordo. In quell’occasione i veneti Marco De Rossi, Giorgio Trez e Matteo Scarpa, presentavano il loro già buon esordio “Techno Lovers” e l'impressione fu talmente positiva, da far prevalere la netta impressione generale che non si sarebbe trattato solo dell'amore fugace di una stagione. L’imminente  nuovo disco conferma quella sensazione e torna a far pulsare velocemente il cuore grazie ad una miscela esplosiva di post-punk, elettronica gommosa, ritmiche serrate e funk mutante,  che si traduce in movimenti per lo più danzerecci (non mancano però momenti più soft), tra strizzate d’occhio al passato e robuste dosi di futuro: qualcuno si apprestò subito ad etichettare la scena come nu-rave, ma semplicemente, il risultato, è un vero e proprio pop dei nostri tempi.

 

Dunque, pur ricalcando la strada già percorsa (le coordinate sono sempre quelle: Washington Dc, Manchester e Sheffield, un centrifugato aereo di Fugazi, Killing Joke, Gang Of Four, New Order e geometrie avveniristiche), il trio riesce, in virtù di schemi più complessi e di un’ottima produzione, a sintetizzare al meglio l’incontro tra rock ed elettronica, tra fisicità e cerebralità, ma soprattutto riafferma la capacità di scrivere gran pezzi dal sapore internazionale. La prima parte dell’opera scorre talmente tirata da esser in grado di rassodare la muscolatura anche all’impiegato più sedentario; pezzi come la title track posta in apertura e If It’s So Wow, Marbles e Love It a seguire, sono infatti dei veri e propri anthem messi al servizio del ballo, che si snodano impetuosi tra granitiche pulsazioni elettroniche, sciabolate di chitarre quasi heavy metal, bassi sincopati, ritmi incalzanti metallicamente scanditi da pelli opportunamente modificate per ‘pompare un casino’ e due voci che si intersecano grintose, tese ad  intonare ritornelli dal piglio punk che si appiccicano al cervello come un virus.

 

Nel mezzo invece i toni si smorzano, i nervi si distendono e il respiro torna a fare da ponte tra il cuore e il cervello grazie all’involuta cantilena alla Liars di Flowing And Fresh, accompagnata da colpi techno ovattati e soprattutto alla bellissima LN, un’antenna emozionale che capta onde radio dal pianeta Kraftwerk. Chiude le danze la caleidoscopica Distraction, un liberatorio colpo di ‘Klaxon’ in un ingorgo di macchine (elettroniche). Un disco riuscito, che amplia le prospettive dell’ensemble sia in termini strettamente musicali, sia per quanto concerne la possibilità di riscontro fuori dai nostri angusti confini; una bella storia, tutta italiana (la produzione è ancora firmata Shyrec Records), da premiare e supportare.

 

Antonio De Luca

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