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7 novembre 2013 ,

Darkside

PSYCHIC

2013 - Other People/Matador
[Uscita: 8/10/2013]

Darkside: PSYCHIC L’aeronave  Darkside decolla ufficialmente nel 2011, anno di pubblicazione di “Darkside EP”, per l’etichetta domestica Clown & Sunset, fondata dal master-project Nicolas Jaar, e poi divenuta Other People. Affiancato dal valente chitarrista Dave Harrington, il prode Jaar, partendo dal lavoro solistico “Space Is Only Noise”, s’innalza verso un concetto di elettronica fortemente ibridata, miscellanea di particole ambient, deep-house, screziature di blues minimalistico, morbidi tocchi di lieve psichedelia. Il ragazzo americano e il suo sodale intessono una maliosa rete sonora nella quale cadono, irresistibilmente irretite, le più intriganti note della nuova scena electro newyorchese. Otto tracce pregne di atmosfere ora meditative ora di mero, seppur non devastante, deragliamento sonico.

A partire dalla lunga cavalcata psych-electro di Golden Arrow, più di undici minuti, tarsiata da inserti di tastiera elettronica e sincopate percussioni sintetiche a far da sfondo ideale, con la chitarra di Harrington, pizzicata con maestria, a variare lo schema monocorde e iterativo del brano. Sitra è una scheggia sonora appena, poco più d’un minuto, di pura ascendenza ambient. A simulare i battiti del cuore di creature aliene o iperumane, l’ossessivo tappeto percussivo di Heart, prima che l’ingresso psichedelico della chitarra restituisca l’insieme a criteri terreni.

 

Tipicamente blues è l’approccio chitarristico del valido Harrington in Paper Trails, con la voce di Jaar che riporta la barra del timone su territoriDarkside: PSYCHIC più consueti e tradizionali. Solo per poco, invero, poiché la virata verso le acque infide d’un inquietante sperimentalismo di matrice industrial è cosa di un baleno, The Only Shrine I’ve Seen ne è patente e inequivoca dimostrazione. I battiti oscuri e claustrofobici, le febbrili pulsazioni, come provenienti da insondabili abissi metropolitani, di Freak, Go Home, riconducono il mood dell’album verso sentieri musicali di pura allucinazione. Le due tracce finali, il quieto e raffinato frammento electro- pop di Greek Light, e, soprattutto la splendida e iterativa cantilena elettronica di Metatron, conducono l’astronave Darkside verso il suo felice approdo creativo. Lavoro alquanto degno di stima. 

Voto: 7/10
Rocco Sapuppo

Audio

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