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3 marzo 2012 ,

The Death of Anna Karina

LACRIMA PANTERA

2011 - Unhip/Tannen Records
[Uscita: 3/03/2011]

# Raccomandato da DISTORSIONI

Ritornano dopo un preoccupante buio discografico di ben cinque anni The Death of Anna Karina, con un nuovo disco, "Lacrima Pantera" (2011) partorito occorre subito dirlo nell'inverno del 2009, nello studio di registrazione Blocco A con il fondamentale aiuto di Giovanni Ferliga  e del solito Giulio "Ragno" Favero,  membro sia degli One Dimensional Band che  del Teatro degli Orrori. Il nome del gruppo come chiarito nel manifesto che contiene i testi è un sentito omaggio alla nota attrice francese Anna Karina, una delle icone della Nouvelle Vague, sposata con il grande Jean Luc Godard con il quale ha girato ben otto films, tra questi indimenticabile in Bande à part, Alphaville ed in particolare in Vivre sa vie (Questa è la mia vita) del 1962. I TDOAK sono Giulio Bursi alla voce, Alessandro Zanotti chitarra, David Gherardi chitarra e tastiere, Luca Gabrielli basso, Adriano Pratissoli  e si sono formati nel lontano 2002 nell'entroterra emiliano. La prima grossa mutazione avvenuta in seno al gruppo riguarda la decisione di cantare in italiano, i precedenti due album infatti, "The Death of Anna Karina" (2002) e  "New Liberalistic Pleasures" (2006) pur essendo ottimi prodotti si confondevano con  produzioni simili proprio per l'uso della lingua inglese.

 

"Lacrima Pantera" è davvero un album folgorante, con un perfetto connubio musica parole raro a trovarsi nell'attuale scena musicale del nostro paese, insomma lo stesso shock che a suo tempo lo stesso Teatro degli Orrori procurò con l'esordio "Dall'impero delle tenebre" circa 5 anni fa. Rispetto al gruppo di Capovilla i TDOAK sono molto debitori del glorioso sound hardcore, anche se i loro non sono i soliti assalti rabbiosi tipici del genere, non eseguono pezzi che durano 1 minuto e via, il loro sound "catartico" è anche infarcito di elementi noise e sperimentali.  Undici brani compongono l'album, non c'è un attimo di respiro,  non un’esitazione, un benché minimo cedimento, titoli che sono manifesti programmatici, Gli errori e Di fronte a noi il nulla, con chitarre post punk e doverosa citazione di Bertold Brecht, Sparate sempre prima di strisciare, titolo e canzone tra le più belle uscite dal panorama nostrano, le parole pesano come macigni 'il concatenarsi di tante violenze e tante rotture in cui molti di noi furono trattati così male e tutti questi anni passati  avendo sempre, per così dire il coltello alla mano'.

 

La maggioranza dei pezzi sono vere e proprie ‘street songs’ d'assalto, ovvero cronache nere di interminabili scontri con la polizia, Genova, il G8, Bolzaneto, la Diaz ed altre vergogne italiane. Che dire infatti di canzoni manifesto come Quello che non c'è: 'La mattina era iniziata coi ricordi violenti della notte precedente, dormire era solo trascinarsi dietro la fatica di averlo già fatto troppe volte ma non ci sono molte alternative, quando non vuoi cambiare le cose'; ma anche Dissoluzione: 'e voi maledetti solo i vostri cadaveri uccisi vedrete morire,  così che non potranno più prenderci';  'Ci faremo trovare pronti amore all'ombra di quello che non resta così che non potranno più prenderci quando tutto sarà fatto e finito  pure che non ci inseguano li avremo staccati all'origine'. Straordinaria anche la conclusiva Il vile omicidio: 'Sfondato lo sterno a calci affogato il viso nel fango, ora non vi rimane altro che nascondere prove e fatti perché siete i vomiti biliosi delle vostre medaglie al valore, perché siete la fogna delle puttane che hanno alleggerito il proprio ventre, tutto  quel che ci rimane, in fin dei conti, è odiarvi come il fuoco la notte'. 

 

C'è spazio per incursioni nei giardini di grandissimi quali Samuel Beckett, Un’ ultima volta e Albert Camus, Per scherzo, ed anche un lungo strumentale di quasi 7 minuti, che solo in parte smorza la tensione del disco, oltre a dimostrare la grande perizia tecnica del gruppo. Quel che più colpisce all'ascolto di questo "Lacrima Pantera" è come detto sopra la perfetta miscela musica testi, davvero straordinaria ed unica la compattezza del muro di suono così che al vostro narratore scende una lacrima, la stessa della ragazza dello splendido artwork della copertina nera e rosso sangue, i colori dell'antifascismo:  mi sembra di rivivere i gloriosi tempi e temi dei grandiosi  Kina, chissà forse i TDOAK sono gli unici in grado di raccoglierne la pesante eredità. Il disco è uscito nei primi mesi del 2011 ma lo recuperiamo a un anno esatto di distanza perché intanto è stato glorificato da una imperdibile ristampa in vinile ad opera della Tannen  Records, coprodotta dalla bravissima Simona Gretchen, una delle migliori interpreti della nuova leva cantautorale. Se c'è un futuro e se ha un senso parlare di hardcore nel 2012 lo dobbiamo a gruppi come i TDOAK, alla loro rabbia anarcoide, la stessa rabbia repressa dell’odierna generazione ‘no future’.

 

Ricardo Martillos
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