Migliora leggibilitàStampa
6 febbraio 2012

Luca Venitucci

INTERSTIZIO

2012 - Brigadisco Records
[Uscita: 23/01/2012]

# Caldamente consigliato da DISTORSIONI

Il lavoro solista di debutto di Luca Venitucci rappresenta il culmine della sua ricerca espressiva, dell'attitudine di improvvisazione ed esplorazione sonora che da sempre hanno caratterizzato la sua attività di musicista. L'Interstizio in cui veniamo condotti è probabilmente quello in cui la sua sconfinata fantasia, tra evocazioni e sentori di folk popolare e sperimentazioni sonore di forte impronta personale, si inoltra in un immaginifico viaggio tra sensorialità e avanguardia. L'impressione più forte che si avverte nell'ascoltare il disco è l'impronta di ricerca, il libero fluire attraverso percorsi inusuali di voce e strumentazione come profondo tentativo di affermazione esistenziale. Questa atmosfera intimistica è evocata dal suono acustico e dalla registrazione in presa diretta, oltre che da alcune sospensioni e stacchi che suggeriscono in pieno l'idea di tortuoso incuneamento e incanalamento attraverso le molteplici sfaccettature della percezione. La cosa che sicuramente appare anacronistica è il fatto che questo quadro astratto e rarefatto venga tracciato dal suono della fisarmonica. Istintivamente si tende ad associare alla fisarmonica il tipico suono ritmato e orecchiabile  che si è imposto soprattutto nella tradizione della musica da ballo liscio. Qui invece la fisarmonica diventa per eccellenza elemento versatile e strumento di esplorazione dalle mille potenzialità.

 

In Bite funge da strumento percussivo, i suoni emessi sono aspri e nervosi, dal mantice escono folate che, insieme alla voce, raccontano atmosfere di viaggi lontani, luoghi misteriosi e incantati. In Spot sembra un vortice inquietante sospeso tra fluidità e asperità. In Bramborak il suo magnetismo trascinante ci costringe a seguire le sue funamboliche evoluzioni. Si galleggia in una maglia ipnotica affascinante e catalizzatrice e anche nelle fasi in cui il suono è più abrasivo e metallico di fatto continua a persistere la sensazione di essere condotti per mano in un sorprendente e multicolore labirinto delle meraviglie che intorpidisce e dal quale è difficile estraniarsi. Un percorso che sa di familiarità e autenticità in tutti i nove brani del disco. Rivolo è un blues catartico di liberazione, l'armonica dialoga con la fisarmonica ed un lamento languido che sa di nostalgia e ritrovo si fonde con le pieghe morbide e delicate di questi droni liquidi. Pochi e assolutamente atipici gli altri strumenti che vengono utilizzati oltre alla fisarmonica, inserti che sono funzionali ad una ricerca espressiva e sonora omogenea quanto istintiva, irruenta e spontanea. Uno shuffle di evocazioni che attingono dall'ordinario per poi dilagare in traiettorie impreviste e inintelligibili. Il disco esce esclusivamente in vinile, in edizione limitata a 300 copie a suggellare la collaborazione artistica e di intenti con la Brigadisco Records iniziata con la partecipazione del musicista al One Man Act II nel 2010 e alla compilation n. 3 "Ulula" (2011). Molto apprezzata è stata inoltre la presentazione in anteprima di alcuni pezzi durante la rassegna Mu.vi.ment.s del dicembre scorso e la finestra immaginaria che Samantha Marenzi ha voluto aprire sull'interstizio con un suo esclusivo lavoro fotografico che impreziosisce l'art design di copertina di questo 12".  

Romina Baldoni
Inizio pagina