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20 gennaio 2012

- Music Vision Mental Silence: edition n. 7,

Mu.vi.ment.s 28 - 29 dicembre 2011, Castello Medievale di Itri (LT)


Anche la provincia, a volte, diventa protagonista di iniziative esclusive ed originali da opporre con orgoglio ai soliti grandi eventi business da sballo collettivo natalizio. Il suggestivo borgo di Itri, nella provincia di Latina, offre già dal 2005 il festival Mu.vi.ment.s, un riuscitissimo evento dedicato alla sperimentazione a tutto campo che prende vita all’interno del Castello Medievale. Organizzato dalla prolifera C.A.GA. (Cineteca Atomica del Garigliano) è ormai un appuntamento di culto del panorama underground. Quest’anno la settima edizione si è svolta nei giorni 28 e 29 dicembre ed ha ancora una volta messo in cartellone una rosa di nomi prestigiosi, imperdibili per gli appassionati del genere ma - aggiungerei - qualitativamente istruttivi per tutti coloro desiderosi di una full immersion in un mondo nuovo da capire e in cui iniziare a muoversi per nutrirsi di nuove forme percettive. A dare impatto e calore alla manifestazione è, non solo la cornice favolosa di un intero Castello che si rende interamente fruibile agli ospiti, ma l’atmosfera conviviale e familiare che si instaura. Per due giorni ci si trova a condividere esperienze forti e simbiotiche direttamente a contatto con gli artisti e con le persone che, richiamate dai nostri stessi interessi e curiosità, finiscono per diventare volti noti con cui scambiare pareri e suggestioni. Ogni stanza del Castello ospita un’esposizione, un concerto o un’istallazione diversa che prende vita di volta in volta, introducendo i visitatori ad un vero e proprio viaggio sensoriale ed emozionale che coinvolge sotto molteplici aspetti, sfoderando una fascinazione del tutto originale.

 

Esposizioni stabili

All’interno della Torre del Coccodrillo, raggiungibile attraverso una scalinata panoramica sospesa sopra una rupe mozzafiato, si può visitare la mostra di fumetti curata dalla punk web-zine Lamette dal titolo “Burp! Fumetti in pasto ai coccodrilli”, un’immersione visiva nell’underground più bizzarro, irriverente e fantasioso con disegni di Ratigher e Ss-Sunda. Tra le altre esposizioni stabili ricordiamo anche "Formellana Onironauta",  progetto di video proiezioni dietro cui si nasconde la straripante creatività di Vittorio Demarin, componente dei Father Murphy, sospesa tra incubi inquietanti e rarefatti viaggi in bianco e nero, scanditi da musiche ipnotiche quadrifoniche e cibernetiche. "Fabrike Recikled"  è invece una mostra di materiale riciclato che plasmato dalle mani di Raul Ruiz Rodriguez diventa arte moderna di gusto metropolita. Materiale elettrico che simboleggia l'estremo, alienante e intricato labirinto intessuto da una fredda e insensibile società tecnologica, si trasforma in accessorio d'arredo o monile particolare ed esclusivo. Ancora la "Light and  Sound Machines", allestita in una delle torrette più alte del Castello è una suggestiva Dreamachine costruita da L. Tedesco e L. De Siena che, sulla base di correlazioni tra effetto del suono e neuroscienza, come lo stesso William  Burroughs non mancò di illustrare, usa la luce stroboscopica in combinazione con una serie di frequenze acustiche per generare fenomeni visionari. Una specie di 'acid test' compiuto con il semplice ausilio di una cuffia, una lampadina e un cilindro forato che gira sopra ad un piatto per i dischi! Sicuramente un espediente meno invasivo ed altrettanto psichedelico la cui riuscita è provata e garantita. "I'm Miopyc" sono mescolanze materiche e pittoriche con allestimenti del fotografo Ettore Maragoni, che attraverso le immagini compie una vera e propria ricerca artistica e la pittrice Stefania Romagna che trasforma con l'intensità del colore materiali di riciclo pesanti. Sono inoltre stabilmente presenti stands espositivi dedicati ad etichette indipendenti di nicchia, fanzines e merchandising.

 

Giornata del 28 dicembre -Tour di Concerti

Manta Duo  Esplorazione visiva proposta attraverso proiezioni di immagini in bianco e nero. Un lavoro che immerge il pubblico nella ricerca direzionale e nell’immersione sensoriale giocando su corpi in movimento. Silenzi, sussurri, scansioni sincronizzate con i cambi di musica ed immagini per introdurci in un’esperienza sensibile libera dagli schemi, evocativa e coinvolgente. Il duo, tutto al femminile, è composto da Tania Galasso video editor e Tiziana Lo Conte compositrice e cantante specializzata in vocalizzi scomposti e primitivi. Wolfanus Grande rilievo viene dato alle performances elettro-noise eseguite in una suggestiva stanza del castello che si apre ad una serie di nicchie anguste, sospensioni e volte a più livelli illuminate ad hoc. Wolfanus è un artista di casa itrana in attività dal 2005 che propone progetti in continua evoluzione, gioca con i droni più assordanti e costruisce vortici acustici che passano dall’ipnotico al meditativo fino ad un parossismo ridondante che libera tensione emotiva e induce ad una partecipazione forzosa quanto inevitabile. Morkobot è il signore del Getal e Lin, Lan e Len sono i suoi fedeli messaggeri. Rappresenta il dominatore delle forze magnetiche e il regolatore ancestrale dei flussi di coscienza. A trasmettere i suoi messaggi criptati sotto forma di musica sadica e delirante sono i suoi sottomessi emissari che agiscono in preda ad un rapimento estatico che va al di là dei loro voleri,  e che si uniforma ad una volontà superiore e malvagia. Luca Sigurtà, altro esecutore dell’area noise.  La sua è una commistione matematicamente assemblata tra rumore e silenzio che vengono incanalati attraverso tortuosi percorsi sperimentali. Si avvale di nastri e svariate apparecchiature analogiche per produrre le sue distorsioni sonore abrasive e magnetiche. Suona negli Harshcore e nei Luminance Ratio. Il suo nuovo disco da solista dal titolo “Bliss”, uscirà nei prossimi mesi per Fratto 9 Records.

 

Ovo  La creatura mutante per eccellenza della serata. Un duo sorprendente e indescrivibile che dal vivo riesce a tirare fuori esibizioni strabilianti e imprevedibili. Una produzione granitica a livello sonoro che veramente si fatica a capire da cosa esattamente venga scatenata. Un omone in maschera che picchia come un ossesso su due semplici tamburi e un solo piatto e una donna con dei dreadlocks trascinanti come groviglio di serpenti (ai più attempati avrà fatto pensare alla serie Jeeg robot d’acciaio e all’incarnazione della perfida regina Himika tornata direttamente dagli inferi) con una chitarra imbracciata a mo’ di basso che esegue accordi secchi e ripetuti muovendo le corde con un plettro simile ad una lastra di ghiaccio. I suoi gorgheggi sono potenti e si modulano su frequenze impensabili senza ausilio di nessuna amplificazione. Sembrano deliri isterici di una creatura aliena in preda a metamorfosi compulsiva, urla di uno zombie martoriato. Ne esce un doom metal core 'geneticamente modificato' e liberamente stravolto da un'impronta stilistica assolutamente oltre i generi e l'ordinario. Dal 2000 ad oggi vantano esibizioni memorabili in tutto il mondo e collaborazioni eccellenti (KK Null, Thurston Moore dei Sonic Youth, JimO'Rourke, Lightning Bolt, Jarboe e Zu, per citare alcuni nomi). Assolutamente da ascoltare per avere un idea più chiara, meglio se dal vivo! A procrastinare la serata fino a notte fonda, tra chiacchiere libere e drinks il DJ set di Adaptors Soul Crew che seziona e deforma ai turntables un'infinita serie di generi musicali, componendo puzzle suggestivi e bizzarri.

 

Serata del 29 dicembre

Gli Orfanado sono Alessandro De Zan e Riccardo Mazza, due musicisti con trascorsi nelle eccellenze rumorose (In Zaire, Lago Morto, Lettera 22) che tentano la strada alternativa di un suono più attutito e rarefatto. Tracciano un percorso immaginario e ispirato con spennellate folk, progressioni psichedeliche e intermezzi acustici che mettono in rilievo un insolito approdo all'equilibrio, il pieno assaporamento di un viaggio contemplativo. Luca  Venitucci è invece un mago alchimista di grande carisma che ipnotizza il pubblico con le sue improvvisazioni, con l'uso sperimentale di uno strumento tanto classico e armonico come la fisarmonica che tra le sue mani compie mirabolanti escursioni nelle sonorità più anomale e stranianti. Insieme alla sua voce viene intessuto un dialogo e un gioco che è una danza propiziatoria fatta di mugolii, sussurri, vocalizzi cadenzati, morbidi accordi che si adagiano tra pause di silenzi o riverberi dissonanti. Voleva darci un assaggio del suo nuovo disco "Interstizio" di imminente uscita per Brigadisco, ma il suo spirito timido si è elevato insieme alla sua musica seguendo l'ispirazione dell'attimo e del luogo, divenendo ineffabile e irripetibile, stabilendo un simbiotico contatto con gli ascoltatori che sono diventati partecipanti al suo prodigio. Vanta collaborazioni con J. Zorn, M. Gottsching, A. Curran e tantissimi altri e realizzazioni multidisciplinari che spaziano dalla letteratura al teatro, danza e cinematografia. Lettera 22 è un altro progetto di Riccardo Mazza degli Orfanado insieme a Matteo Castro. Ancora una volta la stanza del noise conduce il pubblico verso esplorazioni sonore estreme e a tratti quasi violente. Un riflesso dello sbandamento generato dall'industrializzazione che cambia faccia alla natura.   La macchina che soppianta l'armonia del paesaggio. Loop di nastri, feedback, incroci di registrazioni come flashback martellanti e feroci. Un viaggio a forte velocità in un tunnel opprimente e la paura di un impatto inevitabile contro muri di cemento grigi e freddi. Se ne esce con le ossa rotte ma l'idea di perdizione senza appello è resa perfettamente.

 

Thollem McDonas è invece un girovago genio del pianoforte. Un raffinatissimo improvvisatore che riesce ad imbastire in maniera del tutto non convenzionale sonorità classiche e d'avanguardia. Terry Riley ha detto di lui che "sembra sempre giusto fresco e soddisfacente indipendentemente dal tipo di esplorazione timbrica che compie".  La grande padronanza dello strumento, la velocità e l'eleganza insieme alla sua aria informale, al suo aspetto bonario che tra una brano e l'altro non disdegna una pinta di birra irlandese bevuta alla salute del suo pubblico lo rendono assolutamente unico e contagioso. Vive continuamente in tour e si esibisce in ogni contesto, dal grande teatro ai club, gallerie d'arte, biblioteche, magazzini e strade, sfoderando a 360° la sua poliedricità e il suo indiscusso talento.  Canid ci riporta alla stanza del noise per offrirci divagazioni rumoristiche prodotte attraverso attrezzature elettroniche lo-fi, abbinate ai vocalizzi più insoliti, una cavalcata intensa tra ripetizioni, armonie e onde sonore assordanti. L'atmosfera si dilata con le melodie sperimentali di mr. Drekka:  il suo sound ovattato scivola fluido tra vibrazioni ambient e ritmi industrial. Un rapimento soporifero che accarezza i sensi e induce l'ascoltatore alla costruzione immaginifica di un proprio film interiore. Michael Andreson è originario di Bloomington, Indiana, ma è ormai affezionato ospite di coinvolgenti serate presso la Brigadisco's cave. Troppo creativo e troppo eclettico promette ripetutamente di tornare per suonare melodie con la sua chitarra sull'onda della sua passione per lo shoegaze, ma il ruolo di 'addomesticatore del suono' e di manipolatore fantasioso decisamente sembra appartenergli come una seconda pelle. Conclude la serata il suono energico di Void Aka Gigi Galli, elettronica e techno anch'esse rivisitate in chiave sperimentale. Si scendono le intrigate scalinate del borgo itrano che è ormai mattina, alle spalle il castello imponente illuminato da luci di ghiaccio e fiaccole promette di rianimarsi a nuova vita per il prossimo e ormai immancabile appuntamento. 

Romina Baldoni

Fotografie di Antonio De Luca; dall'alto in basso: Mu.vi.ment.s, Stand, Manta Duo, Wolfanus, Ovo, Orfanado, Morkobot, Thollem McDonas, Drekka

 

Brigadisco

Second Sleep     

 

SupernaturalCat


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