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19 gennaio 2015 ,

Willie Nile

IF I WAS A RIVER

2014 - River House Records
[Uscita: 11/11/2014]

USA    #Consigliato da Distorsioni 

 

If i was a riverWillie Nile rappresenta uno dei tanti misteri del grande circo rock. Uno dei molti artisti sottostimati che neppure l'era digitale, quella dove "tutti sanno di tutti" è riuscita a mettere nella giusta luce. Nato nel 1948 a Buffalo, stato di New York, ha avuto un inizio di carriera fulminante, anche se ad accorgersene sono stati in pochi. I suoi primi due lavori, i bellissimi "Willie Nile" (1980) e "Golden Down" (1981) sono la migliore testimonianza della classe di un grande cantautore, che l'America rock dell'epoca,  che considerava solo Bruce Springsteen il nuovo messia, avrebbe dovuto celebrare con tutti gli onori. Sembra un pò il destino anche di Elliott Murphy altro grande rocker con la passione per le ballate notturne e stradaiole. Quei due album invece finirono molto velocemente e tristemente nelle ceste dei low prices, ignorate da un pubblico più attento a seguire i nuovi talenti della crescente new wave. Eppure lì dentro c'erano ballate strepitose, Vagabond Moon, It''s all over, Across the river dall'esordio e Poor Boy, I can't get you off my mind, Shoulders e la stessa Golden Dawn dal secondo album, il suo capolavoro insuperato. Tutte canzoni meravigliose. A quelle due opere maestre seguirà un periodo ancora più deprimente di 10 anni d'attesa, tanto è trascorso prima d'arrivare al terzo disco, "Places i have never been", bello e leggermente inferiore agli altri due. Fino al 2000 uscirà un solo disco, "Beautiful wreck of the world", sempre ad ottimi livelli, ma quello che più inquieta e fa tristezza è il pensare che nei suoi primi 20 anni d'attività Willie Nile abbia potuto incidere solo 4 dischi(!). 

 

willie_NileSolo recentemente ha avuto una certa continuità, visto che dal 2009 ad oggi sono ben quattro gli album usciti a suo nome. Quello dell'anno scorso, "American Ride",  è stato addirittura trattato con i guanti anche dalla critica più oltranzista, ormai sulla strada della redenzione, meglio tardi che mai. Visto che il vento ha finalmente cominciato a tirare dalla parte giusta Willie ha deciso di stupire tutti uscendosene fuori con un disco di sole ballate intimiste. Per ottenere tutto ciò si è fatto accompagnare soltanto da un maestoso Steinway grand piano, lo stesso che aveva usato e suonato per Golden Dawn nella notte del famigerato 8 Dicembre 1980, quando John Lennon ci lasciò per sempre. Il nuovo album, "If i was a river" ci presenta un Willie Nile atipico e sempre ispiratissimo, con 10 canzoni una più bella dell'altra. La sua voce stupenda ciWillie-Nile conduce per mano lungo i 34 minuti del disco, dalla title track fino a Let me be the river, due titoli e due canzoni poste non casualmente all'inizio ed alla fine del tutto. Nel mezzo ci sono altri momenti di poesia purissima, Once in a lullaby, Lost e Gloryland, mentre Lullaby loon insieme alla snella Goin' to St.Louis, appare l'unico momento di gioia o puro divertimento dell'album, altrimenti molto serioso. Pochi i musicisti ad accompagnarlo in questa sua ultima avventura, Frankie Lee alle voci, David Mansfield al mandolino e violino/viola e Steuart Smith alle chitarre e tastiere assortite. Un disco notturno che più non si potrebbe, un artista da amare.

Voto: 7.5/10
Ricardo Martillos

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