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1 marzo 2014 ,

Quilt

HELD IN SPLENDOR

2014 - Mexican Summer
[Uscita: 30/01/2014]

Quilt HELD IN SPLENDOR# Consigliato da DISTORSIONI

 

Il trio dei Quilt proviene da Boston, Massachusetts, sono molto giovani e hanno già alle spalle un album di debutto che nel 2011 li segnalò per le loro ballate psichedeliche che si richiamavano soprattutto alla scena californiana della summer of love, quello era un album fresco, ingenuo e un po’ sfrontato, ma questo secondo “Held In Splendor” li vede decisamente maturati verso un suono più ampio e strutturato, perfino complesso, senza però perdere la freschezza ingenua e molto hippie del debutto. Del resto questa volta la Mexican Summer ha messo a loro disposizione il suo studio di registrazione di Brooklyn per un mese, e i Quilt hanno potuto così avvalersi di buoni mezzi tecnici e dell’aiuto di amici che hanno suonato sax, steel guitar, violoncello e violino, oltre alla produzione di Jarvis Tavenier dei Woods, che ha evidentemente saputo tirar fuori le potenzialità di questi giovani e bravi bostoniani. Prima fonte di ispirazione della band anche in questo “Held In Splendor” appare il folk psichedelico di matrice West Coast e in particolare i Byrds per le tessiture chitarristiche e i Mamas & Papas per la dolcezza delle melodie e l’intreccio di voce maschile e femminile, ma lungo le tredici tracce del disco non è difficile scoprire richiami diversi: dal pop dei Fleetwood Mac alle chitarre suonate come sitar e ai droni di tanta psichedelia, dal country rock al dream pop etereo di band come i Galaxie 500 (Eye of the Pearl e Tie Up The Tides sono due incantevoli e irresistibili canzoncine per volare fluttuanti nel mondo dei sogni, intrise di malinconia e dolcezza).

 

quiltA dimostrazione della grande varietà di scrittura e di interpretazione i Quilt se la cavano egregiamente anche con i ritmi garage come in Tired And Buttered, impreziosita da un fiammeggiante Farfisa, e nel cimentarsi in intensi momenti strumentali che probabilmente vi faranno venire in mente i Jefferson Airplane. Il disco appare come l’opera riuscita di un’equipe che ha lavorato con grande armonia e determinazione: ogni musicista del trio, John Andrews (organo, batteria, piano, voce), Shane Butler (drones, chitarre, basso, loops, voce), Anna Fox Rochinski (banjo, chitarre, Organo, piano, voce), ha dato un contributo decisivo, ma certo dopo aver ascoltato il disco è la voce della Rochinski ciò che ci rimane incollato addosso, una voce limpida, ammaliante, capace di sensazioni in chiaroscuro e venata di una sottile, ma irresistibile sensualità, probabilmente il canto delle sirene non doveva essere troppo diverso. A conti fatti i Quilt non solo centrano il bersaglio, ma si dimostrano una band in crescita che, a meno di imprevisti, farà ancora parlare di sé.

 

Voto: 7.5/10
Ignazio Gulotta

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