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23 novembre 2014 , ,

Fumaça Preta

FUMAÇA PRETA

2014 - Soundway Records-Audioglobe
[Uscita: 13/10/2014]

Portogallo-Venezuela-Inghilterra                           # Consigliato da Distorsioni

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C’è ancora speranza se escono dischi folli e deliranti come questo, se una volta messo sul piatto o sul lettore diventa impossibile smettere di ascoltare e muoversi al ritmo incalzante del frullatore impazzito messo in movimento dai Fumaça Preta (in italiano Fumata Nera) in questo loro scintillante, pirotecnico e incendiario debutto. Il gruppo è stato messo in piedi dal produttore e percussionista portoghese-venezuelano Alex Figueira, di stanza ad Amsterdam, che ha coinvolto nel progetto gli inglesi Stuart Carter (chitarre, moog, organo) e il bassista James Porch, cui si aggiungono i vari musicisti chiamati a incidere nel suo studio analogico e ad accompagnarli in tour. La band ha la straordinaria abilità di saper fondere insieme le influenze più diverse creando un sound molto personale e riconoscibile, spaziando con una naturalezza sorprendente e ammaliante dal garage più selvaggio - il loro primo singolo A Bruxa è una cover di The Witch dei Sonics - al tropicalismo di Tom Zé e Os Mutantes. Dalla psichedelia al tribalismo, da riff hard rock a fiammeggianti organi vintage, dal funk più brutale alle atmosfere sataniche dei B movie horror, esplicitamente richiamati dalla copertina del disco.

 

Già l’inizio di Papilas Dilatadas ci fa piombare nelle atmosfere allucinate e oniriche che caratterizzano il disco in un crescendo di suoni, rumori dalle imprevedibili origini. Toda Pessoa ha l’andamento di una bossa nova che viene devastata dalla furia di un sax distorto, Eu Era Un Cãu leva urla belluine al cielo e suoni gutturali in un delirio che fafumata preca pensare al protopunk di Los Saicos, con Você Enlouqueceu dominata dall’hammond sulla quale una voce cupa riverberata e svolazzi elettronici vintage evocano atmosfere horror e fantascientifiche. Recitando Á Toa ha un ritmo latino inquinato dal dub, un urlo selvaggio e un riff potente e assassino di chitarra introducono al sabba elettrico di Fumaça Preta, un hard rock satanico e puzzolente di zolfo. Giunge a darci un po’ di ‘pace’ Amor Tece Dor il brano più quieto, con la voce della paulista Kika Carvalho in primo piano fra tropicalismo e Os Mutantes; funky selvaggio e aggressivo in Vou Me Libertar, con uno fumacaPretaspettacolare e sorprendente finale, Tire Sua Mascara inizia con ritmi afro e una voce riverberata narrante per poi incendiarsi fra synth e chitarre fuzz. L’album si congeda con le atmosfere ovattate e lente della psichedelica e fiabesca Perdidos. Impossibile rendere a parole la complessa varietà del suono proposto dai Fumaça Preta, ma da questa breve carrellata sulle tracce che compongono il disco ci si può fare un’idea di quello che vi si trova. Una ‘fumata nera’ davvero da sballo apocalittico che sarà apprezzata dai fan di Goat, Sonido Gallo Negro, Abayomy Afrobeat Orquestra, dai patiti del funky, del garage, della psichedelia e dei suoni distorti e disturbati.

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

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