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10 aprile 2017

Rhiannon Giddens

FREEDOM HIGHWAY

2017 - Nonesuch Records
[Uscita: 24/02/2017]

Stati Uniti    #consigliatodadistorsioni

 

Dopo un paio d’anni dall’uscita del suo primo, bellissimo album, al quale riservammo abbondanti elogi, torniamo ad occuparci della folksinger e polistrumentista originaria del North Carolina, a seguito della recente uscita del suo secondo lavoro solista, dopo aver lasciato gli “old timers” Carolina Chocolate Drops. Senza sottrarre suspence a quanto si potrà leggere più oltre, diciamo subito che ci toccherà nuovamente attingere alla collezione delle lodi per descrivere un lavoro diverso dal precedente, perché composto in maggioranza da composizioni della Giddens, ma altrettanto soddisfacente. Tanto per inquadrare il personaggio, raccontiamo che, invece di effettuare showcases in qualche meganegozio di dischi, o ricercare ospitate in trasmissioni di successo, Rhiannon ha presentato il nuovo disco durante un workshop con gli “ospiti” del tristemente famoso penitenziario di Sing Sing, al quale è seguito un concerto che i detenuti hanno seguito in piedi sulle sedie, a dispetto dei minacciosi cartelli affissi alle pareti, e che ha terminato suonando un pezzo composto da uno dei reclusi, Shedrick Blackwell, il quale è stato invitato sul palco a suonare le tastiere. Un gesto che qualifica la splendida umanità di un’artista che, chiaramente, non nasconde affatto il suo impegno civile, e che ha voluto ripercorrere con questo album duecento anni di storia della comunità afroamericana, inserendo nelle canzoni che lo compongono rievocazioni della schiavitù nelle piantagioni, echi delle rivendicazioni per i diritti civili e cronache delle violenze di stato dei giorni nostri.

 

Ci siamo dilungati abbastanza, quindi passiamo a descrivere la musica che Giddens e il suo abbondante stuolo di collaboratori ci offrono, per la quale la definizione di folk americano a 360 gradi è più che appropriata, ma che muove anche verso la modernità, sfiorando il blues, il soul, il gospel, persino l’hip-hop. Rhiannon è una pregiata violinista e banjoista, e può vantare una voce educata dallo studio dell’opera al conservatorio, che curiosamente ricorda quelle delle più amate folksingers di questo lato dell’Atlantico (non esageriamo spendendo il nome di Sandy Denny) e si circonda di strumentisti di vaglia, riuscendo così a percorrere in grande sicurezza tutti i “crossroads” ai quali la sua vena compositiva la porta. Come anticipato, il materiale presente nell’album è tutto di ottima qualità, non sarebbe giusto citare qualche brano in particolare. Il consiglio, quindi, è uno solo: ascoltatelo, questo è un grande disco, e Rhiannon Giddens, oltre ad essere una grande cantante, è una grande persona.

Voto: 8/10
Luca Sanna

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