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24 settembre 2012 , ,

Ry Cooder

ELECTION SPECIAL

2012 - Nonesuch
[Uscita: 20/08/2012]

Ry Cooder “ELECTION SPECIAL # Consigliatissimo da DISTORSIONI

 

Ry Cooder passa per un intellettuale, un ricercatore, un ottimo session man, del quale è universalmente conosciuta (e lui non ne ha certo fatto mistero) la fede “progressista”. Ma ha quell'aria un po' grigia, da “professionista”, che non ce lo fa immaginare in prima fila sulle barricate, al limite nelle retrovie a studiare strategie. E, invece, eccolo qua, in prima fila, a seguire le orme del suo mentore Woody Guthrie, l'uomo la cui chitarra era “una macchina che uccide i fascisti”, con questo “Election Special”, la cui data di uscita ha preceduto di poco la convention repubblicana, che avrebbe nominato sfidante di Barack Obama nella corsa alla Casa Bianca il mormone plurimiliardario Mitt Romney.  Probabilmente a muovere il tranquillo signor Cooder è stata la preoccupazione, assolutamente condivisibile, per la possibile ascesa al potere del Partito Repubblicano, oggi asservito alle peggiori pulsioni turbocapitaliste dei tristi adepti del “Tea Party” e del loro codazzo di ricchi finanzieri, con tutte le nefaste implicazioni che ciò si porta dietro.

 

Quel che è certo, però, è che Ry, coadiuvato unicamente dal figlio Joachim alle percussioni, ci omaggia di un disco particolarmente ispirato, registrato praticamente dal vivo in studio, con pochissime sovraincisioni, un gioiellino di una quarantina di minuti per nove pezzi in cui mette dentro tutte le conoscenze acquisite in anni di studio della musica tradizionale americana e tutta la sua indiscutibile abilità di chitarrista, per un mix di folk e blues condito da ironici, sferzanti testi con i quali lancia bordate alla destra repubblicana, ma pizzica senza tirarsi indietro anche l'annacquata “sinistra” democratica.

 

Quindi eccolo, nell'opener Mutt Romney Blues, con il dobro imbracciato, ricordare l'episodio del cane di Romney, dimenticato legato sul portapacchi in autostrada, disegnando paralleli tra la sua noncuranza per il povero cagnaccio e il suo programma politico, poi raccontarci, nella seguente Brother Is Gone, citando il sommo Robert Johnson e la sua Crossroads, il patto con il diavolo di un paio di ricchi fratelli pronti a vendere le proprie anime al diavolo in cambio del potere,  riferendosi scopertamente ai munifici finanziatori della campagna elettorale repubblicana, i fratelli Koch. Ma ce n'è anche, nello splendido blues Cold, Cold Feeling, per  l'indeciso Barack, raffigurato preoccupato di esser costretto a uscire dalla Casa Bianca passando per le cucine, in caso di reintroduzione di leggi segregazioniste. Non vado avanti oltre, questo disco non ha bisogno di grandi spiegazioni, basta metterlo nel lettore e schiacciare play. Comunque voi la pensiate sulle elezioni americane, e anche se ve ne fregate altamente, sarà una goduria. 

Luca Sanna

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