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17 maggio 2018 ,

A Perfect Circle

EAT THE ELEPHANT

2018 - BMG
[Uscita: 28/04/2018]

Stati Uniti

 

A ben 14 anni di distanza da “eMOTIVe”, il supergruppo americano A Perfect Circle capitanato da Maynard James Keenan rilascia il suo quarto e attesissimo album da studio, preceduto da 4 singoli, tra cui The Doomed e So Long, And Thanks for All the Fish. Un’opera studiata nei minimi dettagli, dal suono elegante e “adulto”, con accenti profondamente oscuri e mesti, la cui produzione ha richiesto molto tempo. “Eat the Elephant” si apre con una title-track che non funge solamente da intro per l’album, ma ne anticipa le sonorità delicate che gli vengono conferite dal piano che Billy Howerdel suona con maestria, abbandonando a tratti la sua chitarra per catapultarci in atmosfere sognanti e malinconiche. Si avvertono da subito dei forti richiami a modalità gotiche che soppiantano in qualche modo le sonorità alle quali ci hanno abituato gli A Perfect Circle fino a oggi.

 

Nei singoli The Doomed e TalkTalk, Keenan e soci sembrano riallacciarsi alla tradizione progressive ma senza mai sbilanciarsi, e lasciando intendere di non voler andare oltre. Questi episodi sono intervallati rispettivamente da So Long and Thanks for All the Fish, un chiaro ed energetico omaggio pop a Douglas Adams, e da By and Down the River, una ballata già presente nel best-of “Three Sixty” con il titolo By and Down. L’album si conclude con Get the Lead Out, che ricorda da vicino certe cose dei Depeche Mode.

 

Si tratta di un album che esce fuori dagli schemi della band e che dividerà i fan del gruppo. "Eat the Elephant" è semplice e al contempo sofisticato, difficile da inserire in un genere musicale specifico. I brani si susseguono con un insolito senso di leggerezza se si confrontano con quelli degli altri lavori della band, o dei progetti paralleli dei suoi componenti. A Perfect Circle sembrano essersi concentrati in primo luogo sulla ricerca sonora e sulla modulazione della voce, esplorando i loro limiti e le loro capacità, in cerca di un punto di assestamento. E’ un lavoro intellettuale e maturo, omogeneo e piacevole, che ipnotizza ma per qualche motivo non trascina, faticando a restare impresso nella mente di chi ascolta.

Voto: 7/10
Ambra Cavallaro

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