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23 gennaio 2017 ,

Are You Real?

SONGS FROM MY IMAGINARY YOUTH

2017 - Sisma-Dischi Soviet Studio
[Uscita: 16/01/2017]

«Are You Real?» è una frase pronunciata da due innamorati increduli in “The Fisher King” (lungometraggio conosciuto in Italia con il titolo "La leggenda del Re Pescatore") diretto nel 1991 da Terry Gilliam. E' stato durante il cammino verso Santiago che il musicista e videomaker veneziano Andrea Liuzza ha deciso di adottare l'interrogativa citazione come proprio moniker artistico; un sintomatico segnale sulla volontà di amplificare i propri punti di vista per raccontare di visioni contemporanee. Così dopo i due convincenti progetti d'esordio confezionati tra le mure domestiche e firmati con il nome di battesimo - “Countless Ways for Pressing Flowers” del 2007 e “Melancholia I” del 2009- Andrea ha realizzato “Songs of Innocence” (2012), album di ispirazione post-rock dalle trame cantautorali, optando per l'inconsueto nome d'arte di origine cinematografica. Adesso, a cinque anni di distanza, AYR? (per utilizzare il semplificato acronimo di copertina) ritorna a far parlare di sè con un lavoro inedito pubblicato dal collettivo trevisano Sisma all'interno del quale suona quasi tutti gli strumenti e si prodiga nella cura del missaggio.

 

Songs from My Imaginary Youthè una raccolta di nove introspettive cartoline in cui vengono sintetizzate le colorate e confuse immagini della giovinezza; nove tracce intrise di sogni, aspettative, dubbi e soprattutto di respiri adolescenziali. Trentasette minuti sospesi tra atmosfere fiabesche e movimenti decisamente più arrembanti che ben si equilibrano tra loro dando vita ad un persuasivo percorso sonoro che ben rappresenta questa fondamentale stagione della vita. Nei battenti risoluti e convulsi di Shaman Punk, I Don't Wanna Die Young e Songs for a Stranger è annidata la passionalità aggressiva del disco in controvertibile reazione alle sognanti arie disegnate dalle trame acustiche di I Kissed Alice, Behind Your Eyelids e There Was a Man. Già da un primo ascolto The Great Unknown ed il singolo apripista We Are the Wild Things (registrato in cameretta con l'ausilio di un coro formato dalle voci di trenta amici) risultano gli episodi più orecchiabili e di facile presa, mentre una citazione particolare spetta alle crepuscolari tessiture impresse dal violoncello di Giacomo Gamberucci in Run, composizione (con Shaman Punk) in assoluto tra le più riuscite e suggestive. Con Songs from My Imaginary Youth” Are You Real riesce a dare vita alle proprie velleità creative confermandosi artista estremamente poliedrico; non è cosa da tutti imbastire in toto un'idea musicale curandone scrittura, arrangiamento, esecuzione ed interpretazione. Concretamente maturo “Songs from My Imaginary Youth” viene definito dal trentaquattrenne musicista lagunare una fiaba punk per combattere gli spiriti maligni. Una piacevole fiaba da farsi raccontare ed ascoltare.

 

Voto: 7/10
Alessandro Freschi

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