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14 novembre 2013

Diaframma

PRESO NEL VORTICE

2013 - Diaframma Records/Lunatik
[Uscita: 22/10/2013]

diaframma# Consigliato da DISTORSIONI

 

Trent'anni di carriera. Diciassette dischi. Federico Fiumani e la sua creatura SONO la nostra new wave al fianco di NEON, PANKOV, LITFIBA. Un tour infinito iniziato con la pubblicazione, un anno fa, di “Niente di nuovo”. Il palco e Fiumani. Indissolubili. “Si parla di sesso, droga e rock'n'roll e di una storia d'amore (in)finita”. “Siberia” e i furori punk sono lontani anni luce, ma Time waits for no one cantavano gli Stones ere fa e non sempre il tempo passa invano. “Preso nel vortice” è altro. La chitarra scarna e tagliente è sempre quella così come la voce evocativa e a tratti insicura, ma i tempi sono cambiati. Il mondo è cambiato. E si avverte un'urgenza comunicativa meno criptica, più diretta, più pop. Voglia di contatto. Voglia di mostrarsi e di farsi capire. Voglia di suonare, cantare, raccontare. Le antiche nubi si diradano. ATM dà la stura ad un disco quasi solare e meravigliosamente sincero. Molti brani nascono e si evolvono da session offerte in anteprima durante gli innumerevoli live set. Beatles e cantautori, pop-rock di gran classe. Claudia mi dice ci prepara ad una superba Hell's Angels: “non siamo mica gli Stones dopo i fatti di Altamont, proprio per niente...”.

 

diaframmaCi sono i VELVET UNDERGROUND dietro l'angolo. Non il (rim)piangere i sogni infranti di intere generazioni, ma il ricordo di tutto ciò che quei sogni hanno lasciato dentro e fuori di noi. I sogni e i bisogni che ci hanno portato a dire Ho fondato un gruppo. Lasciare tutto e suonare. Mille dubbi ed infinite speranze: “questo gruppo è tutto quello che ho...”. Nessuna nostalgia canaglia, bensì imperiosa affermazione: “e se anche ho cantato solo cose tristi c'era una forza mai doma...”. Cambiare il mondo, ma soprattutto cercare se stessi... dare un senso alla propria esistenza. Ritrovare tutti I sogni finiti in disparte. Il cerchio comincia a chiudersi: “io sto bene anche così...”.  Serenità è una parola grossa e, in questo caso, senz'altro fuori luogo, ma maturità no, non è una parola grossa usata a sproposito. La capacità di affrontare ed analizzare la vita e le pulsioni che l'hanno accompagnata sono indice di maturità. Ancor più encomiabile se espressa in forma di canzone. Ancor più se rivolta ad un pubblico che potrebbe essere legato a doppio filo emozionale a ciò che eri e non sai fino a che punto è pronto ad affrontare ciò che sei ora. Sincerità. Onestà. Rispetto  nei confronti di chi ti segue e ti ama da decenni. “Ripenso spesso al suono che ho amato in gioventù … violento e arraffazzonato come i Clash … i Television di Marquee Moon … correvamo felici scansando i liquami della città ...” Nessuna sterile nostalgia per Il suono che non c'è più anche se quello che è venuto dopo a noi non piace. Solo semplice e non facile consapevolezza del tempo che passa e dei mutamenti che porta con sè. Altro comunque, non migliore o peggiore... semplicemente diverso.

 

federico fiumani diaframma“Cercalo, cercalo il suono che non c'è, cercalo... riguarda pure te...”.  La realtà può renderti infelice. Comprare dischi poi quasi mai ascoltati. Le lancette girano vorticose. Alle volte ritrovi le armonie che ti hanno fatto vibrare l'anima ed è bello. Infelicità è parte di questo mood, ma ne è solo una parte... bellissima. Parte di noi. Ma solo una parte. Federico Fiumani non si chiude nel museo dei ricordi del tempo che fu. E' oltre. Coerente coi sogni che furono ed entusiastica testimonianza delle nuove, eventuali speranze. Evoluzione. Crescita. “Si lo so che ti ho deluso, ma contenta non sei stata mai...” e alle volte L'amore è un ospedale... ti accudiscono, ti curano, alle volte riesci a guarire anche dalle vertigini esaltanti di un Ottovolante (dedicata al compagno di strada Piero Pelù). Questo è un disco coraggioso.  L'uomo di sfiducia è puro pop italiano. Una straniata e straniante canzone d'amore di questi e altri tempi. Echi dei Rokes.  Tutte le strade:  “sono nostre amore mio … questa sera io esco … con un'ansia tremenda per quel che accadrà … accettare che tutte le cose muoiono amore mio e non potere farci niente...”. Pura dichiarazione d'intenti.  Storie raccontate e da raccontare. In questo tempo, ora.  Fiumani vive il suo tempo. Anzi, guarda avanti. In fondo era questo lo spirito guida degli inizi. Limitarsi a rivivere il passato e riproporlo pedissequamente sarebbe davvero triste. Pazienza se qualcuno storcerà il naso perchè vorrebbe vivere i propri quindici o vent'anni per sempre, in un perpetuo loop. Fiumani no. Viene da citare un signore che non c'entra niente, ma con una frase riesce a riassumere il tutto. “Scusate, non mi lego a questa schiera,  morrò pecora nera...”. Così si fa!

 

Voto: 7.5/10
Maurizio Galasso

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