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17 novembre 2013

Il Nido

I PIEDI DELLA FOLLIA

2013 - Gaiden Records/Lunatik
[Uscita: 10/10/2013]

sentireascoltare_il-nido_i-piedi-della-folliaPrimo esplosivo album per Il Nido dopo l'EP  d'esordio “Tutto il mondo è palese” del 2012. Le dieci tracce de “I piedi della follia” travolgono l'ascoltatore con una funambolica miscellanea di suoni e generi, una caleidoscopica quanto sapientemente folle eruzione di energia. Un diluvio eccentrico di pura urgenza espressiva supportata da una perizia tecnica eccellente sia in fase di esecuzione strumentale che di arrangiamento e produzione. In bilico tra Frank Zappa e gli Squallor, tra i Primus e gli Skiantos il gruppo abruzzese capitanato da Val Monteleone ci scaraventa in un'orgia sonora irriverente e a tratti irresistibilmente divertente e divertita. La solenne e mirabilmente grottesca  ouverture sinfonica de L'inutile epicità spiana la strada all'incandescente crossover di Lex intro in cui echi progressive si affiancano a incandescenti suggestioni metal che scivolano in frammenti reggae e pop che introducono il primo degli intermezzi cabarettistici che separano spesso un brano dall'altro. Metronotte  si apre come il più classico dei pezzi hard rock fino all'avvento di una tromba spudoratamente morriconiana. Danza Cutturu si apre come un rythm 'n' blues per poi esplodere in uno stralunato e coinvolgente swing fino alla chiusura in chiave love music newyorkese anni '80 (Peter Gordon!). I Living Colour fanno capolino ne Il Parenormale che nel finale si trasforma in uno sgangheratissimo ed irresistibile iperpunk. I ragazzi suonano alla grande, divertono e si divertono. L'intarsio preciso e folle delle ritmiche e delle melodie dà vita a costruzioni sonore che non danno respiro. Il quasi “doo wop” di Chimichanga si trasfigura in una mazurka degna del miglior Casadei, non a caso seguito dall'ennesima gag recitata che ci mette in collegamento diretto con la fantomatica Radio Squacquerone e i tormentoni tipicamente romagnoli delle emittenti rivierasche. Il surreale funky rock de L'indegno Vito, il dadaista orgasmo sonoro della breve quanto tagliente Stimoli Avversivi introducono il micidiale impasto di Operazione Nido (hip hop, atmosfere latine, pop elettronico) e i conclusivi credits del disco elencati in forma di ragtime di Arrivederci e tante care cose. Un disco piacevolmente sconcertante e  accattivante. Un' intelligente crogiuolo di razionalità e follia. Uno sguardo dissacrante e acuto sui mille universi paralleli e sugli altrettanti aspetti che costituiscono il nostro vissuto quotidiano osservato attraverso la magica lente dell'ironia e del grottesco. Gran bel disco. Bravi!

 

Voto: 7/10
Maurizio Galasso

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